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Operato due volte per una frattura, muore in ospedale a 17 anni: otto indagati

  • Italia
17enne morto frattura tibia indagati

Non c’è ancora una risposta definitiva sulla morte di Gianvito Pascullo, il 17enne di Palo del Colle deceduto nella notte tra il 13 e il 14 aprile all’ospedale San Paolo di Bari. I primi esiti dell’autopsia non hanno infatti chiarito il motivo del decesso: non sarebbero emersi né trombiemboli, mentre anche i due interventi eseguiti per ricomporre la frattura della tibia sarebbero risultati tecnicamente corretti.

L’esame autoptico è stato eseguito venerdì 24 aprile dal direttore dell’Istituto di Medicina legale di Bari, Francesco Introna, insieme ai consulenti Giovanni Vicenti, ortopedico, e Giacoma Mongelli, tossicologa. Per il quadro completo, però, bisognerà attendere ancora: i risultati finali arriveranno entro 90 giorni, mentre nel frattempo l’attenzione si sposta sugli accertamenti tossicologici, ritenuti decisivi per capire che cosa abbia provocato l’arresto cardiaco fatale al ragazzo.

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Autopsia senza risposte, ora pesa il test tossicologico

Sul fronte giudiziario, la Procura di Bari continua a battere più strade. La pm Isabella Ginefra, che coordina le indagini della polizia, ha iscritto nel registro degli indagati sette medici, cinque ortopedici e due anestesisti, oltre a un’infermiera, con l’accusa di omicidio colposo in ambito medico. Tra le ipotesi vagliate c’è anche quella di un possibile farmaco sbagliato somministrato al 17enne durante il ricovero.

In particolare, tra i quesiti posti dalla magistrata ai consulenti dell’autopsia compare anche la verifica di un possibile avvelenamento da cloruro di potassio, sostanza prevista nella terapia del compagno di stanza di Gianvito. È uno dei punti più delicati dell’inchiesta, perché potrebbe aprire uno scenario del tutto diverso rispetto a quello di una complicanza post-operatoria. Per ora resta una pista, ma è evidente che gli inquirenti vogliano chiarire fino in fondo ogni dettaglio di quanto accaduto.

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Il ragazzo era arrivato al San Paolo dopo un incidente in moto, nel quale aveva riportato una frattura scomposta della tibia. Dopo un primo intervento urgente, il 13 aprile era stato operato di nuovo e, secondo quanto emerso, tutto sembrava essere andato bene. Aveva anche parlato con la famiglia per rassicurarla. Poi, alcune ore dopo, avrebbe lamentato forti dolori, ricevendo un antidolorifico. Da quel momento le sue condizioni sarebbero precipitate fino al decesso, nonostante un lungo tentativo di rianimazione. Dopo la morte, i familiari hanno presentato denuncia in questura.


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