Una tragedia che ha sconvolto un’intera comunità e che si è consumata in pochi istanti, lasciando dietro di sé un silenzio difficile da raccontare. A Catanzaro una donna di 46 anni ha compiuto un gesto estremo, lanciando nel vuoto i suoi tre figli dal balcone al terzo piano dell’abitazione, per poi gettarsi a sua volta. Un episodio che gli investigatori hanno fin da subito inquadrato come un omicidio-suicidio, senza elementi che facciano pensare al coinvolgimento di altre persone.
Il bilancio è drammatico: hanno perso la vita la madre e due bambini, uno di 4 anni e uno di appena 4 mesi. Si è salvata la figlia maggiore, di 6 anni, che è stata soccorsa in condizioni critiche ma stabilizzata dai medici e trasferita successivamente all’ospedale Gaslini di Genova. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e gli agenti della Squadra Mobile, che sotto il coordinamento della Procura hanno avviato gli accertamenti per ricostruire ogni dettaglio della vicenda.
Il contesto e le indagini
Secondo quanto emerso, la donna soffriva da tempo di un disagio psichiatrico, aggravato negli ultimi mesi da una depressione post partum dopo la nascita dell’ultimo figlio. Un quadro che, secondo gli inquirenti, sarebbe alla base del gesto estremo. I primi rilievi hanno escluso responsabilità esterne, mentre proseguono le verifiche per chiarire la dinamica esatta di quanto accaduto.
La bambina sopravvissuta è stata sottoposta a una delicata procedura di radiologia interventistica, come spiegato dalla primaria Stefania Faragò, per stabilizzare le lesioni più gravi. Le sue condizioni restano serie, ma sotto controllo.
Il momento più drammatico
È però ciò che accade subito dopo a restituire tutta la dimensione della tragedia. Il marito della donna si trovava in casa al momento del gesto, senza rendersi conto inizialmente di quanto stava succedendo. Solo dopo aver sentito un rumore anomalo si è precipitato fuori, trovandosi davanti la scena.
In strada ha cercato disperatamente di rianimare la moglie e i figli, in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Un tentativo istintivo, ripetuto, che però non è bastato: per la donna e i due bambini non c’era già più nulla da fare. Un’immagine che ha colpito profondamente chi era presente e che resta una delle più dolorose di questa vicenda.
Una città sotto shock
La donna era conosciuta come una persona molto attiva nel sociale e nella parrocchia, anche se negli ultimi tempi la sua presenza si era ridotta. Tra le mani, i soccorritori hanno trovato un rosario, mentre sull’asfalto è rimasto un piccolo oggetto simbolo di quanto accaduto: un ciuccio rosso, probabilmente appartenuto al bambino più piccolo.
Il dolore ha attraversato tutta la città. L’Ordine degli psicologi della Calabria ha parlato di tragedie che nascono da un disagio spesso invisibile, mentre il presidente della Regione Roberto Occhiuto ha definito quanto accaduto «un’immane tragedia». Il sindaco Nicola Fiorita ha annunciato il lutto cittadino nel giorno dei funerali.


