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Famiglia nel bosco, ritorno dei bambini a casa: la notizia è arrivata

  • Italia
famiglia bosco bambini tornano

C’è un punto, in certe storie, in cui l’attesa diventa quasi insopportabile. Giorni che sembrano settimane, ricorrenze che passano come lame, e una domanda che torna sempre uguale: quando si potrà tornare a essere una famiglia? A Palmoli, in provincia di Chieti, questa domanda pesa da mesi su tre bambini e sui loro genitori.

Da fuori, la vicenda della cosiddetta “famiglia del bosco” continua a dividere e a far discutere. Ma per chi la vive, è soprattutto un conto alla rovescia emotivo, fatto di speranze e di porte che, a tratti, sembrano chiudersi proprio quando si intravede uno spiraglio. Ed è proprio in queste ore che è arrivato un nuovo passaggio, uno di quelli che cambiano l’aria attorno al caso e costringono tutti a ricalcolare tempi e aspettative.

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Il nuovo stop: due pareri contrari sul ricongiungimento

Il percorso verso un possibile ricongiungimento familiare si complica ancora. Sulla richiesta presentata dai genitori è arrivato un parere negativo: a esprimersi contro il reclamo depositato in Corte d’appello sono state la tutrice dei minori, Maria Luisa Palladino, e la curatrice speciale, Marika Bolognese.

Non è una decisione definitiva, ma è un tassello che pesa dentro un iter già delicato. I genitori, Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, assistiti dagli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, chiedono da tempo che i giudici rivedano la linea seguita finora e consentano ai figli di rientrare nel nucleo familiare.

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I tre fratellini, dal 20 novembre, sono ospitati in una casa famiglia a Vasto, dopo il provvedimento disposto dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila. Da allora, ogni passo è diventato un campo minato tra valutazioni, atti e tempi che non sempre coincidono con l’urgenza emotiva di una madre e di un padre.

Quando decide la Corte: le date che tutti guardano

Il parere della tutrice e della curatrice speciale non è vincolante, ma resta un elemento importante nel fascicolo che la Corte d’appello dovrà esaminare. Il calendario, intanto, è già scritto: entro il 21 aprile potranno essere depositate eventuali ulteriori memorie.

Non è prevista una discussione in aula né da remoto. La procedura procede per note scritte, come previsto dal codice di procedura civile. Poi scatteranno i termini per la decisione: i giudici dovranno pronunciarsi entro sessanta giorni dalla presentazione del reclamo. L’attesa, salvo novità, si concentra quindi verso metà maggio.

Nel frattempo, però, la macchina delle verifiche non si ferma. E anche questo, per la famiglia, significa vivere in una sospensione continua, in cui ogni incontro e ogni valutazione possono spostare l’ago della bilancia.

Le valutazioni nella struttura: gli incontri con le specialiste

Proseguono gli accertamenti disposti nell’ambito del procedimento. Sono stati rinviati a venerdì gli incontri tra i tre fratellini e le specialiste indicate dal tribunale: una psichiatra e una psicologa chiamate a svolgere valutazioni sui minori e sui genitori.

Gli incontri si terranno nella struttura protetta in cui i bambini sono ospitati e rientrano nella perizia ordinata per approfondire il quadro familiare. È uno snodo considerato decisivo: da queste relazioni, insieme agli altri atti, i magistrati potranno ricostruire la situazione con più elementi.

Per chi aspetta il ritorno a casa, sono giorni che si misurano anche così: con appuntamenti fissati, rinvii, colloqui e relazioni. E con la sensazione che il tempo, intanto, faccia il suo lavoro sui legami.

La madre e la paura più grande: “E se si sentissero abbandonati?”

Sul piano umano, resta fortissimo il dolore della madre. Negli ultimi giorni Catherine Birmingham ha parlato con crescente sofferenza della distanza dai figli, e del timore che il tempo trascorso lontano possa incrinare il legame, alimentando nei bambini un senso di abbandono.

Nel giorno del suo compleanno, ha affidato a poche parole tutta la sua angoscia: non solo la domanda se potrà rivederli presto, ma anche quella più dura, quasi impronunciabile, se i piccoli desiderino ancora incontrare lei e il padre. Un pensiero che si è aggravato dopo i dinieghi più recenti, compresi quelli legati alla possibilità di trascorrere insieme la Pasqua e il compleanno.

È la parte della storia che, al di là dei documenti e delle scadenze, arriva dritta allo stomaco: le feste, i giorni simbolici, le assenze che diventano ferite. E il timore che, per tre bambini, la distanza possa trasformarsi in una normalità forzata.

La strategia della difesa: una nuova relazione per accelerare

La difesa dei genitori si prepara a depositare una nuova relazione firmata dai consulenti di parte: lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicologa Martina Aiello. Nelle loro valutazioni, i due esperti insistono sulla necessità di accelerare il ripristino del nucleo familiare, ritenuto urgente per la tutela del benessere dei minori.

Secondo questa impostazione, il protrarsi della separazione potrebbe esporre i bambini a conseguenze significative sul piano emotivo. Saranno ora i giudici, mettendo insieme i pareri raccolti e gli atti depositati, a decidere se confermare la linea seguita finora o aprire uno spiraglio verso il ricongiungimento.

Intanto, a Palmoli e non solo, questa resta una di quelle vicende che tengono tutti con il fiato sospeso: perché dietro le carte, i termini e le relazioni, ci sono tre fratellini che crescono. E due genitori che, da mesi, ripetono la stessa richiesta: tornare a casa insieme.


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