La nuova edizione di Canzonissima prende forma tra aspettative e perplessità, dopo la conferenza stampa all’Auditorium Rai del Foro Italico, storico teatro televisivo che negli anni ha ospitato programmi di grande successo. L’obiettivo dichiarato era quello di accendere la curiosità attorno al format, ma qualcosa, già dalle prime parole, sembra non aver convinto fino in fondo.
A guidare la presentazione è stata Milly Carlucci, volto simbolo della televisione del sabato sera, che ha illustrato il progetto cercando di definirne l’identità. Tuttavia, proprio nel momento in cui ha svelato la linea editoriale della trasmissione, ha finito per raffreddare l’entusiasmo. Parlando della giuria, infatti, ha chiarito senza mezzi termini: “Se gli opinionisti di Canzonissima saranno polemici? Non cerchiamo nessuna polemica, nemmeno preventiva. Non è il periodo adatto per avere una giuria polemica”.

Milly Carlucci spegne l’entusiasmo per Canzonissima: “Nessuna polemica”
Una posizione netta che si inserisce in un quadro già delineato nei giorni precedenti, quando la stessa conduttrice aveva spiegato che i cantanti non saranno realmente in gara. Non solo: non è neppure previsto che si esibiscano tutti in ogni puntata. Un’impostazione che rompe completamente con la tradizione dei talent e dei varietà competitivi, trasformando lo show in una sorta di vetrina musicale senza sfida diretta.
E così il progetto prende forma: niente competizione, niente eliminazioni, niente tensioni tra i protagonisti. Solo artisti che reinterpretano brani del passato, in una cornice che punta più sulla celebrazione che sul confronto. Un’idea che, almeno sulla carta, potrebbe sembrare elegante, ma che allo stesso tempo lascia aperta una domanda inevitabile: cosa spingerà davvero il pubblico a restare incollato allo schermo? “Ma che noia deve essere”, si legge sui social. “Avete sentito? Vorrei sapere chi lo guarderà”, si chiede un altro utente.

Sul fronte del cast, il programma prova comunque a giocarsi alcune carte interessanti. Arisa entrerà in scena dalla seconda puntata e resterà fino alla fine, mentre Riccardo Cocciante farà la sua comparsa soltanto nelle ultime due serate. Più limitata la partecipazione di Paolo Jannacci, previsto per un unico cameo durante la seconda puntata. Tra i nomi fissi spicca invece Elettra Lamborghini, che ha commentato con entusiasmo la sua presenza: “Qua a Canzonissima rischio di vincere almeno una sera. Sono contentissima, non vedo l’ora. Tante canzoni diverse, mi vedrete in una veste diversa”.
Anche la giuria, almeno sulla carta, appare ricca e variegata. A commentare le esibizioni ci saranno Pierluigi Pardo, Claudio Cecchetto, Riccardo Rossi, Simona Izzo, Francesca Fialdini, Caterina Balivo e il discografico Giacomo Maiolini. Un gruppo eterogeneo, chiamato però a muoversi entro confini ben precisi: niente scontri, niente giudizi taglienti, niente dinamiche accese.

Ed è proprio qui che emerge il nodo centrale del programma. In un panorama televisivo in cui reality, talent e show musicali si reggono spesso su rivalità, colpi di scena e momenti di tensione, la scelta di eliminare completamente ogni forma di competizione e polemica appare controcorrente, ma anche rischiosa.
Perché senza una vera gara, senza una posta in gioco e senza quelle scintille che alimentano il dibattito social e tengono viva l’attenzione del pubblico, Canzonissima potrebbe faticare a trovare una propria identità forte. Il rischio, sempre più concreto, è che il programma finisca per scivolare via senza lasciare traccia, trasformandosi in un prodotto elegante ma privo di mordente. E alla fine, proprio l’assenza di polemiche e di una competizione reale potrebbe rivelarsi il suo limite più grande, fino a farlo apparire, agli occhi degli spettatori, come un possibile flop.


