L’atmosfera della conferenza stampa di Sanremo si muoveva sui binari della consueta ritualità fatta di numeri, scalette e anticipazioni, quando un dettaglio ha cambiato improvvisamente il ritmo della mattinata. Davanti ai giornalisti accreditati, con i riflettori puntati e i microfoni pronti a raccogliere ogni dichiarazione, Carlo Conti stava illustrando gli ultimi dettagli del Festival di Sanremo 2026. Tutto sembrava procedere secondo copione, almeno fino a quando il suo telefono ha iniziato a squillare.
Per un istante, nella sala è calato un silenzio inatteso. Conti ha guardato lo schermo, ha esitato e poi ha risposto. Dall’altra parte della linea una voce familiare, tono leggero ma deciso, ha interrotto la linearità della conferenza. Il conduttore è rimasto visibilmente sorpreso, quasi spiazzato. Il sorriso si è congelato per un attimo, lo sguardo è diventato serio. Un attimo di gelo che ha fatto pensare a un imprevisto fuori scaletta.

Carlo Conti, il siparietto tutto da ridere
La voce ha incalzato senza perdere tempo: “Carlo, ci sei? Lunedì hai impegni?”. La domanda, apparentemente innocua, nascondeva un trabocchetto. Conti ha provato a smorzare, cercando una via di fuga: “Alle 8 devo portare il bimbo a scuola”. La platea ha percepito che qualcosa stava prendendo una piega diversa dal solito botta e risposta istituzionale.

Poi l’affondo, quello che ha cambiato definitivamente il tono della scena: “Tu non lo sai, ma sei il co-conduttore de La Pennicanza, lunedì qui in via Asiago”. A quel punto il pubblico ha iniziato a intuire che non si trattava di una semplice telefonata. Il gelo iniziale si è trasformato in risate soffocate, mentre il conduttore cercava di replicare con la consueta ironia che lo contraddistingue.

Solo allora è stato chiaro chi stava orchestrando il siparietto. Dall’altra parte del collegamento, insieme al direttore di Radio2 Giovanni Alibrandi e con accanto Fabrizio Biggio, c’era Fiorello. L’incursione a sorpresa in piena conferenza stampa ha ribaltato i ruoli, trasformando Conti da padrone di casa a “vittima” designata di uno scherzo studiato con precisione chirurgica.
Lo showman ha poi rincarato la dose con un’altra stoccata: “Facciamo la prima puntata, poi vediamo a che ora ci addormentiamo.”. Una battuta che ha strappato applausi e ha riportato la sala a un clima disteso. Il tono era quello dell’amico che chiama all’ora di cena, ma sotto c’era la perfetta macchina comica che da anni accompagna il Festival con incursioni, doppi sensi e improvvisazioni.
Non è mancato il colpo di coda, quasi una resa dei conti in piena regola. “Chi la fa l’aspetti. Sono dieci giorni che chiami gente a sua insaputa, inviti programmi così…”. Una frecciata diretta al metodo imprevedibile con cui Conti ha costruito il suo cast e le sue sorprese. Il contrappasso, servito in diretta, è diventato parte dello spettacolo ancora prima che il sipario dell’Ariston si alzi ufficialmente.
Alla fine, il gelo iniziale si è sciolto in un clima di complicità. Conti ha sorriso, ha accettato il gioco e ha dimostrato ancora una volta di saper reggere il palcoscenico anche quando non è lui a dettare i tempi. La telefonata, nata come un’irruzione, si è trasformata nell’ennesima dimostrazione di quanto il Sanremo moderno viva di contaminazioni, incursioni e siparietti capaci di diventare notizia ancora prima delle canzoni.


