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Roberto Baggio, l’ultimo straziante bacio al funerale della mamma. Chi c’era

  • Gossip

Un addio straziante ha accompagnato questa mattina la comunità di Caldogno nel giorno dell’ultimo saluto a Matilde Rizzotto, madre di Roberto Baggio. Nel paese vicentino si sono celebrati i funerali della donna, scomparsa lo scorso 24 gennaio all’età di 88 anni, in una cerimonia che ha visto una grande partecipazione e un clima di profonda commozione.

La chiesa di Caldogno, paese natale del “Divin Codino” e dei suoi genitori, era gremita. In molti hanno faticato a trovare posto all’interno, segno dell’affetto e della stima che circondavano la famiglia. Un dolore condiviso che ha unito cittadini, amici e alcuni volti del mondo sportivo.

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Roberto Baggio, l’ultimo straziante bacio al funerale della mamma

Alle esequie erano presenti, oltre a Roberto, anche gli altri sette figli della coppia, insieme a nipoti e pronipoti. La bara di Matilde Rizzotto era coperta di fiori bianchi e rose rosse. Per il campione si è trattato dell’addio all’ultimo genitore rimasto in vita, dopo la morte del padre Florindo avvenuta nel 2020.

Numerose le personalità del mondo del calcio che hanno voluto essere presenti. Tra queste Toto Rondon, che fu una sorta di fratello maggiore per Baggio nei primi anni a Vicenza, Daniele Fortunato, l’ex allenatore della Juventus Gigi Maifredi e l’ex presidente del Vicenza Tiziano Cunico. Al funerale hanno partecipato anche molti amici arrivati da Brescia.

Roberto Baggio aveva annunciato la scomparsa della madre con un post sui social: “Cara Mamma, il tuo Amore mi ha dato la forza di scuotere l’Universo. Il mio debito di gratitudine verso te e papà non finirà con questa vita!”.

In passato aveva raccontato quanto Matilde fosse stata per lui “la mia prima tifosa, ma soprattutto la mia prima casa. Da bambino non capivo fino in fondo cosa volesse dire sacrificarsi. Lo capisco oggi, guardando indietro e pensando a lei. Ogni allenamento, ogni viaggio, ogni delusione, lei c’era. Anche quando stava in silenzio, io sentivo che mi stava tenendo in piedi. Nei momenti più difficili della mia carriera – gli infortuni, i dubbi, le critiche – non mi ha mai chiesto di essere un campione. Mi ha solo chiesto di essere una brava persona. Ed è questo che mi ha salvato più di qualsiasi gol”.

“Se ho imparato la pazienza, l’umiltà e il rispetto – ha raccontato ancora il calciatore – non l’ho fatto negli spogliatoi, ma a casa. Guardandola vivere. Se oggi sono ricordato come un calciatore, io mi sento soprattutto il figlio di una donna che mi ha insegnato a restare umano anche quando tutto intorno spingeva a diventare altro”.

Del legame con la madre, Baggio ha ricordato più volte anche il ruolo fondamentale che ebbe nel 1985, quando un gravissimo infortunio al ginocchio mise a rischio la sua carriera. Dopo un intervento chirurgico estremamente invasivo, raccontò al Corriere della Sera: “Era come se mi fosse scoppiato un ginocchio. Un dolore impensabile, mi ha segnato per la vita e non mi ha mai lasciato. Quando mi sono svegliato dall’anestesia e ho visto come era ridotta la gamba mi sono sentito svenire”. E ancora: “Piangevo tutto il giorno, non mangiavo, ho perso 12 chili. Quando mi svegliai e vidi la mia gamba in quello stato dissi a mia madre che se mi voleva bene doveva ammazzarmi”.


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