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Federica Pellegrini rompe il silenzio sulla figlia in ospedale, il nuovo sfogo di Matteo Giunta

  • Gossip

Dopo giorni di tensione e polemiche, Federica Pellegrini è tornata a farsi vedere sui social scegliendo un’immagine che ha parlato più di qualsiasi chiarimento. Nella foto pubblicata su Instagram si vede la figlia Matilde distesa a letto, con un dispositivo medico applicato al piedino. Un dettaglio che rende immediatamente chiaro come la situazione sia tutt’altro che risolta. A completare lo scatto, una frase secca e potente: “Tutto il resto è rumore di fondo”. Un messaggio che arriva alla fine di tre giorni particolarmente agitati per la famiglia e che fa capire come, al momento, ogni altra discussione passi inevitabilmente in secondo piano.

Il post arriva infatti dopo lo sfogo durissimo condiviso nei giorni scorsi dalla campionessa e dal marito, Matteo Giunta. Entrambi avevano manifestato tutta la loro rabbia contro quei genitori che continuano a mandare i figli all’asilo anche quando stanno male. Un tema che ha acceso un acceso dibattito online, soprattutto dopo le parole di Giunta, che non aveva nascosto l’esasperazione per quanto accaduto alla loro bambina, che ha appena compiuto due anni. In quelle ore concitate, l’ex allenatore aveva scritto senza filtri, trovando subito il sostegno della moglie.


Federica Pellegrini, la figlia ancora in ospedale: il nuovo messaggio di Matteo Giunta

Con il passare delle ore, però, il racconto si è arricchito di nuovi elementi. Dopo aver spiegato le ragioni di uno sfogo tanto duro, anche Giunta è tornato sui social con toni più riflessivi, scegliendo di ringraziare chi gli ha fatto sentire la propria vicinanza. “Volevo ringraziare di cuore tutte le persone che mi hanno scritto e mostrato vicinanza in questi giorni. Mi dispiace non riuscire a rispondere a tutti, ma i vostri messaggi sono stati davvero preziosi. Se ne avrò la possibilità e le capacità, cercherò di espormi affinché la tutela di bambini, genitori e maestre possa concretamente migliorare”. Parole che mostrano la volontà di trasformare una rabbia personale in una riflessione più ampia.

Nel raccontare quanto accaduto dopo quel post, Giunta ha spiegato di aver ricevuto numerosi messaggi da educatrici e maestre. “Non per criticarmi, ma per ringraziarmi, perché questo è un problema che conoscono benissimo. E che si portano dietro da sempre: bambini lasciati a scuola anche con la febbre o con altri sintomi, senza alcun controllo medico. E chi paga? Gli altri bambini, le famiglie, le insegnanti”. Una testimonianza che ha dato ulteriore peso alla sua denuncia, mostrando come il disagio non riguardi solo i genitori, ma anche chi lavora ogni giorno nei servizi per l’infanzia.

Giunta ha poi voluto chiarire di essere consapevole delle difficoltà che molte famiglie affrontano quotidianamente. “Voglio essere chiaro: capisco perfettamente che ci siano famiglie in difficoltà, che non possono assentarsi dal lavoro quando un figlio si ammala”. Ma, allo stesso tempo, ha invitato a guardare la questione da una prospettiva più ampia: “Ma quelle stesse famiglie dovrebbero pensare che ci sono altri genitori nella loro stessa situazione. Che magari non hanno alternative nemmeno loro. E che si ritrovano il figlio a casa con 40 di febbre per una decisione altrui. Se viviamo in una comunità, dobbiamo comportarci di conseguenza. E invece spesso prevale l’egoismo“.

Infine, l’ex allenatore ha ammesso di non essersi pentito per il contenuto del suo intervento, pur riconoscendo che oggi forse avrebbe evitato certi toni. “Forse oggi eviterei di riscrivere l’insulto, ma in quel momento ero un padre arrabbiato, con la figlia in ospedale, e ho scritto come mi veniva. Perché non sono un robot”. Un passaggio che introduce una riflessione più ampia su quanto sia cambiato l’approccio alle malattie dopo la pandemia. “Dopo la pandemia sembrava che avessimo imparato qualcosa: allora bastava starnutire per restare a casa. Ora siamo all’estremo opposto: bambini con febbre, tosse, raffreddore, mandati a scuola come niente fosse. Ma davvero possiamo dire che va tutto bene? Dal Covid non abbiamo imparato nulla”.

Le sue parole si chiudono con un’accusa diretta al sistema attuale: “Oggi in molti asili, se il bambino non ha più di 38 di febbre, resta in classe con gli altri. Non serve nemmeno più il certificato medico per rientrare. Le maestre del nido che frequenta mia figlia me l’hanno scritto: sono allo stremo. Perché devono accogliere tutti, anche chi dovrebbe restare a casa. E il rischio di contagio lo pagano tutti: loro, le famiglie, i nonni a casa, le persone con patologie e i bambini più fragili”. In questo contesto, la foto condivisa da Pellegrini assume il valore di un punto fermo: quando c’è di mezzo la salute di una figlia, ogni altra polemica diventa davvero solo rumore di fondo.


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