Il Tribunale di Sion ha convalidato per tre mesi l’arresto cautelare di Jacques Moretti, titolare del Constellation di Crans-Montana, teatro del rogo in cui sono morte 40 persone. La decisione è stata comunicata dalla sezione per le misure preliminari.
Il comunicato conferma “l’esistenza di un pericolo di fuga” a carico di Moretti, unico elemento invocato dalla procura. “Il tribunale – prosegue la nota – ha informato l’imputato che sarebbe tuttavia disposto a revocare la custodia cautelare, subordinatamente a diverse misure alternative richieste dalla Procura della Repubblica, tra cui il pagamento di una cauzione, in quanto tali misure appaiono idonee a contrastare il rischio di fuga. Poiché la determinazione della cauzione richiede un’indagine accurata, la privazione della libertà personale deve prevalere nel frattempo”.
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I giudici di Sion intervengono anche sul motivo per cui Moretti e la moglie non siano stati arrestati subito dopo la strage. “La custodia cautelare in carcere – ricordano – è una misura procedurale volta esclusivamente a garantire il corretto svolgimento delle indagini. Non è pertanto intesa a punire l’imputato, che è presunto innocente fino a quando una sentenza di condanna definitiva non diventi giuridicamente vincolante. Detto questo, il principio fondamentale è che l’imputato rimanga libero fino al processo; la custodia cautelare in carcere può essere disposta solo in circostanze eccezionali come ultima risorsa”.

Intanto le indagini proseguono. Le testimonianze dei superstiti descrivono una scena identica: fiamme che avvolgono il soffitto, fumo soffocante, calca che preme e calpesta chi cade. I ragazzi che cercano di scappare non vedono né uscite di sicurezza né segnali nel famigerato sotterraneo del bar Le Constellation, dove saranno trovati 37 dei 40 morti della notte di Capodanno. I verbali di una decina di sopravvissuti, consultati dalla tv elvetica Rts, sono nel fascicolo depositato.

“C’erano tantissime persone che cercavano di uscire dalla piccola porta d’ingresso (…). Non sono sicura che ci fosse un’uscita di emergenza nel seminterrato”, dichiara una 16enne. Identico il racconto di un ragazzo di 17 anni, che aveva pagato un tavolo 320 franchi (circa 340 euro) al piano terra ed era sceso di sotto quando sono partite le fiamme: “Le persone hanno impiegato del tempo per capire che c’era il fuoco (…) mi ha sorpreso la mancanza di uscite di emergenza”.
🔴🇨🇭 𝗔𝗟𝗘𝗥𝗧𝗘 𝗜𝗡𝗙𝗢 — Une vidéo ACCABLE les propriétaires du bar Le Constellation à Crans-Montana : il y a 6 ans, les serveurs ALERTAIENT déjà les clients sur le danger de la mousse au plafond.
— Bastion (@BastionMediaFR) January 5, 2026
Une jeune femme, présente ce jour-là et à l’origine de la vidéo, témoigne… pic.twitter.com/RReWs9bs23
Un’ex cameriera dice di non aver visto “dispostivi di sicurezza”. Era tornata per fare gli auguri a un’ex collega ed era rimasta a dare una mano su richiesta di Jessica Moretti. L’amica è morta. “Non ho visto nessuna luce verde che segnala uscite di sicurezza”, conferma anche il fidanzato.

Mentre i pompieri sono ancora al lavoro e la polizia ha appena iniziato a identificare le prime vittime, Jacques Moretti tenta già di respingere le responsabilità per i 40 morti e i 116 feriti: “C’è tutto secondo gli standard, i segnali verdi con il logo che sono in posizioni diverse. Ci sono almeno quattro indicatori di direzione per le uscite di emergenza”. Agli inquirenti che lo ascoltano come testimone una decina di ore dopo l’incendio, il 49enne francese fornisce anche la sua versione sulle fontane di scintille. In un video del 2020 registrato nel sotterraneo si sente una cameriera urlare “attenti alla spugna”, mentre viene celebrato l’acquisto di una bottiglia costosa di champagne con una fontana pirotecnica infilata nel collo.

Quella era da sempre la specialità del locale, ma la notte di San Silvestro la fiamma ha incendiato la spugna fonoassorbente del soffitto basso. La cameriera sapeva che il materiale non era ignifugo, e secondo gli inquirenti non poteva non saperlo anche Moretti, che lo aveva comprato in un negozio di bricolage e posato con le proprie mani. “Non è impossibile” che le fontane abbiano causato l’incendio, ammette, ma “non erano abbastanza potenti per incendiare la schiuma acustica. Avevo fatto dei test”, “ci deve essere qualcos’altro”. Jessica Moretti dichiara: “Non lasciamo mai che i clienti maneggino le bottiglie con le fontane”, ma vari video mostrano persone che agitano le bottiglie. Lo conferma anche il sopralluogo del 4 gennaio degli ufficiali del Servizio di cooperazione internazionale del Ministero dell’Interno italiano, che hanno verbalizzato: “Su alcuni tavoli erano presenti bottiglie di champagne vuote e altre ancora sigillate, ma tutte con la fontana pirotecnica installata sul collo”.


