Il ritorno di Vincenzo De Luca a Salerno si concretizza sempre di più. In primavera, la sua candidatura alla carica di sindaco appare ormai più di una certezza. A trentadue anni dalla sua prima esperienza alla guida della città, l’ex governatore si prepara al grande ritorno per il quinto mandato. Fu, all’epoca, il primo sindaco eletto direttamente dal popolo dopo la Tangentopoli salernitana — conclusasi poi con un nulla di fatto — che spazzò via la classe dirigente in una delle città più socialiste d’Italia.
Dalla proclamazione del suo successore alla guida della Regione Campania, De Luca, dopo aver lasciato gli uffici presidenziali del Genio Civile a Salerno, ha allestito il suo nuovo quartier generale, operativo già da qualche settimana. Una sede, quasi vista mare, nei pressi di piazza della Concordia, divenuta ormai il centro della politica cittadina. Il piano del ritorno prevede le dimissioni dell’attuale sindaco Enzo Napoli, un breve commissariamento e il ritorno alle urne in primavera. Più difficile, invece, la strada della decadenza per il primo cittadino in carica.
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Il ritorno di Vincenzo De Luca: decisione clamorosa un mese dopo il suo addio alla Regione Campania
Lunedì, al Comune di Salerno, la maggioranza consiliare ha già dato il via libera al bilancio di previsione dell’ente e nei prossimi giorni si tenterà di mettere in sicurezza gli altri provvedimenti prima dell’arrivo del commissario prefettizio. L’11 gennaio si voterà per il nuovo Consiglio provinciale di Salerno; successivamente, quasi certamente, Napoli — che è anche presidente della Provincia — rassegnerà le dimissioni per avviare la successione.

La macchina elettorale e organizzativa deluchiana è già pronta. Anzi, non si sarebbe mai fermata. Sarebbero infatti già partite le prime trattative per la composizione delle liste a sostegno di De Luca. Lo schema è quello storico, con un’unica novità: l’esordio di “A Testa Alta”, formazione reduce anche dalla campagna elettorale per le regionali in Campania e che, nelle ultime ore, sta rivendicando un assessore all’interno della giunta regionale a guida Fico.

Confermate le altre due liste, “Progressisti per Salerno” e “Salerno per i Giovani”, che dovrebbero assorbire anche stavolta l’assenza del simbolo ufficiale del Partito Democratico. Resta da chiarire cosa farà il cosiddetto campo largo, considerato che attualmente alcune forze, tra cui Movimento 5 Stelle, Azione e Avs, siedono all’opposizione dell’attuale maggioranza guidata da Napoli. Al momento, c’è chi sostiene che il modello Fico non sarà replicato a Salerno.


