Dopo più di due anni di silenzio e di ricerche senza esito, il mistero sulla scomparsa dell’uomo ha trovato una tragica conclusione. Nella mattinata di lunedì 3 novembre, durante un intervento di pulizia lungo l’area compresa tra la ferrovia e l’Ecocentro di via Garibaldi, a Peraga di Vigonza, alcuni operatori di Rete Ferroviaria Italiana hanno fatto una scoperta che nessuno avrebbe voluto fare: tra la vegetazione giacevano i resti di un corpo umano. Poco dopo, grazie al ritrovamento di alcuni effetti personali, è arrivata la conferma più temuta: si trattava proprio del professore di Cadoneghe, scomparso nel marzo 2023.
La zona è stata subito isolata. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polfer, la Scientifica, il medico legale e i vigili del fuoco, che hanno avviato i primi rilievi. Accanto ai resti, gli investigatori hanno trovato una scarpa, una collanina, la fede nuziale e un orologio. Oggetti che non lasciavano molti dubbi sull’identità. Il riconoscimento ufficiale è stato poi confermato dai familiari, chiamati a chiudere una vicenda che per mesi aveva tenuto con il fiato sospeso l’intera comunità.
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Prof scomparso da due anni e mezzo: trovato morto
Valter Figallo, 74 anni, era un insegnante molto stimato a Cadoneghe, dove aveva formato generazioni di studenti. Nel marzo 2023 era uscito di casa per una passeggiata lungo l’argine del Brenta e non aveva più fatto ritorno. Da tempo soffriva di una forma di demenza fronto-temporale che ne aveva compromesso la lucidità, rendendo plausibile l’ipotesi di un allontanamento volontario e disorientato. Le ricerche erano proseguite per mesi, coinvolgendo vigili del fuoco, protezione civile e volontari, ma senza alcun risultato.
Il pubblico ministero di turno ha disposto l’autopsia presso l’Istituto di medicina legale di Padova per accertare le cause e la data esatta del decesso. Al momento, le ipotesi restano aperte. La pista più probabile è quella di un incidente: il professore potrebbe essere caduto nella scarpata vicino ai binari o essere stato urtato da un treno durante una delle sue passeggiate. Tuttavia, gli inquirenti non escludono nessuna possibilità finché gli esami medico-legali non avranno chiarito la dinamica dei fatti.

La scoperta ha scosso profondamente la comunità di Vigonza e quella di Cadoneghe, dove Figallo era conosciuto non solo come insegnante, ma come uomo gentile e appassionato di cultura. Sul luogo del ritrovamento è arrivato anche il sindaco di Vigonza, Gianmaria Boscaro, che ha dichiarato: “Mai avremmo immaginato una scoperta così tragica”. L’area, ha spiegato il primo cittadino, era stata sottoposta a lavori di pulizia dopo anni di richieste al gestore ferroviario, proprio per rimuovere la vegetazione che la rendeva difficilmente accessibile.
La notizia del ritrovamento è arrivata alla moglie, Rosanna Canton, attraverso la telefonata del figlio. “Sentivo che non era più vivo, ma sapere che l’hanno trovato è comunque uno choc”, ha raccontato. Accanto allo scheletro, i soccorritori hanno trovato gli oggetti che l’uomo portava sempre con sé: la fede, un pendente a forma di cuore e una piccola pietra, simboli di un legame che il tempo non ha cancellato.
Con l’autopsia e il successivo rilascio della salma, la famiglia potrà finalmente celebrare il funerale. Dopo oltre due anni di attesa e di speranze interrotte, la moglie ha pronunciato parole di commovente serenità: “Si è chiuso un cerchio. Ora potremo dargli un luogo in cui portare un fiore”. Una frase semplice, che racchiude il dolore e la pace ritrovata di chi, dopo tanto cercare, può finalmente dire addio.


