Caos nella Lega, il generale tira dritto. Nelle ultime ore il partito di Matteo Salvini è tornato al centro della tempesta. Il caso che coinvolge Roberto Vannacci ha aperto una nuova frattura interna, tra chi teme derive personalistiche e chi invece vede nel generale una spinta capace di riaccendere l’elettorato. Dopo il consiglio federale che avrebbe dovuto chiarire la linea, la sensazione è quella di un equilibrio sempre più precario. Mentre dai vertici si invita all’unità, sul territorio monta l’incertezza.
Il “caso Vannacci” divide e confonde. Da una parte c’è la dirigenza che cerca di mantenere il controllo, dall’altra l’ex generale che sembra poco disposto a farsi imbrigliare. L’ammonimento arrivato dal partito non ha sortito l’effetto sperato: Vannacci continua per la sua strada, ostentando sicurezza e determinazione. La sua mossa, più che una provocazione, appare come un messaggio politico preciso: nessun passo indietro, anche a costo di alimentare il caos dentro la Lega.
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Lega, la ‘sfida’ di Vannacci a Salvini: “I miei si possono candidare”
La scintilla è scattata dopo il consiglio federale del Carroccio, che aveva ribadito un principio chiaro: “Sono benvenute tutte le realtà e le associazioni che possono affiancare la Lega, a patto che non siano una realtà politica alternativa”. Il riferimento, mai esplicito ma evidente, era all’associazione dei sostenitori del generale, Il Mondo al Contrario, che si muove con crescente autonomia. A quella presa di posizione, Vannacci ha risposto alzando la posta: “L’associazione movimento Il Mondo al Contrario è, per statuto, un gruppo di persone che, senza finalità di lucro, si è riunito per promuovere e diffondere in tutta Italia e in Europa i punti delineati dal Generale Roberto Vannacci nel suo libro Il Mondo al Contrario”.

La struttura che fa capo al generale, spiegano fonti vicine, continua a crescere. “L’associazione, in continua espansione, opera attraverso i suoi Team che oggi hanno raggiunto il numero di 170 e che sono protagonisti di iniziative e eventi sui territori”, ha spiegato il vicesegretario della Lega, aggiungendo: “Contiamo che i team possano raggiungere il numero di 200 entro fine anno”. Vannacci, dunque, non sembra intenzionato a sciogliere le sue fila, ma a rafforzarle.

Una sfida che mette Salvini in una posizione scomoda. Da un lato il leader del Carroccio ha cercato di smorzare i toni, dall’altro deve fare i conti con un movimento parallelo che cresce rapidamente. E mentre i team vannacciani si muovono sul territorio e stringono contatti anche con ambienti della destra radicale, la Lega si ritrova davanti a un bivio: contenere la forza centrifuga del suo generale o rischiare di subirla.


