Un mistero che sembrava ormai archiviato e che invece torna a far parlare di sé con una svolta che potrebbe rivelarsi clamorosa. A Ladispoli, a vent’anni dalla sparizione di una donna, riemerge la possibilità che il suo corpo sia stato nascosto a poca distanza dal centro abitato. A riaccendere i riflettori è stata una lettera anonima recapitata alla redazione di Chi l’ha visto?, con tanto di mappa disegnata a mano che segnalava un punto preciso. Seguendo quelle indicazioni, un cronista della trasmissione si è recato sul posto e, scavando nel terreno lungo la ferrovia, ha rinvenuto delle ossa.
Il ritrovamento, avvenuto lo scorso 14 settembre, ha portato immediatamente la Procura di Civitavecchia a intervenire. L’area di via Battisti, a ridosso della linea ferroviaria Roma-Civitavecchia, è stata posta sotto sequestro, con l’arrivo sul posto della polizia, del medico legale e della Scientifica. L’attenzione è ora tutta rivolta agli esami che dovranno stabilire se si tratti effettivamente di resti umani. In caso di conferma, si procederà al test del DNA e ad altri approfondimenti, oltre a ulteriori scavi per verificare la presenza di ulteriori reperti.
“Il corpo si trova lì”. Elena Vergari, la clamorosa rivelazione a 20 anni dalla scomparsa

Elena Vergari, svolta a Chi l’ha visto: trovate delle ossa dopo la lettera anonima
La vicenda risale al 2005 e da allora non aveva mai avuto uno sbocco concreto. Il fascicolo era stato chiuso nel 2017, nonostante i familiari non avessero mai smesso di chiedere giustizia. La stessa lettera anonima, che in passato era stata analizzata dai Ris rivelando l’uso di guanti da parte dell’autore, non aveva prodotto scavi all’epoca.

La donna scomparsa si chiamava Elena Vergari, aveva 47 anni e di lei si persero le tracce il 5 giugno 2005. A sollevare nuovamente il caso è stato il fratello, Paolo, che ha ottenuto la mappa tramite accesso agli atti e l’ha consegnata a Chi l’ha visto?, permettendo così la nuova scoperta.
Sin dalle prime ore della scomparsa, molti punti della ricostruzione apparvero poco convincenti. Il marito, Mauro Volpe, riferì che la moglie si era allontanata a bordo di una Mercedes con targa straniera, un dettaglio che non convinse gli inquirenti. Poco dopo, il figlio Daniele ricevette alcuni sms inviati da una cabina telefonica: “Sto bene, non mi cercate”, messaggi che la famiglia ritenne subito un depistaggio, vista la relazione strettissima che legava Elena ai suoi cari.


Ora le ossa riaffiorate nel luogo segnalato dalla misteriosa mappa alimentano nuovi interrogativi: si tratta davvero di lei o è solo una coincidenza? Sono stati gli eventi atmosferici, come i nubifragi estivi, a riportare in superficie quei resti, oppure qualcuno ha scavato di recente? Domande che attendono una risposta e che potrebbero finalmente far luce su un enigma rimasto irrisolto per vent’anni.


