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“La festa pronta poi…”. Morte Giorgio Armani, cosa è successo gli ultimi giorni

  • Italia

La notizia della morte di Giorgio Armani ha colpito come un fulmine a ciel sereno non solo il mondo della moda, ma anche i milioni di estimatori che per decenni hanno seguito con ammirazione la sua carriera. Re Giorgio, così come veniva universalmente chiamato, avrebbe dovuto festeggiare alla fine di settembre un traguardo straordinario: i 50 anni di carriera. Una celebrazione già in programma, tra sfilate e una grande festa a Milano, che avrebbe suggellato una vita trascorsa tra top model, passerelle e la costruzione di un marchio diventato sinonimo stesso di eleganza. Invece, il destino ha voluto che la storia si interrompesse poco prima di quell’appuntamento.

Gli ultimi giorni dello stilista, racconta il Corriere della Sera, sono stati vissuti nella sua casa di via Borgonuovo, a Milano, circondato dall’affetto della famiglia e del compagno, in un ambiente raccolto e discreto come lui aveva sempre amato. Fino all’ultimo Armani ha seguito da vicino il suo lavoro: appena pochi giorni fa aveva visionato personalmente i look pensati per la sfilata dell’anniversario, prevista per il 28 settembre nel cortile di Palazzo Brera. E sempre pochi giorni fa era arrivata anche la conferma dell’acquisizione della Capannina, lo storico locale della Versilia dove, negli anni Sessanta, aveva conosciuto Sergio Galeotti, il compagno che segnò la sua vita personale e professionale.

Il suo vero e grande amore: chi era l’ex compagno di Giorgio Armani, Sergio Galeotti


Giorgio Armani, gli ultimi giorni prima della morte

I segnali di un calo di salute erano arrivati già all’inizio dell’estate. Poco prima di compiere 91 anni, Armani era stato ricoverato a causa di un’infezione polmonare. Dimesso dall’ospedale, aveva trascorso un periodo di convalescenza in casa, evento raro per lui, abituato a non mancare mai agli appuntamenti ufficiali. La malattia lo aveva costretto a saltare la sfilata della collezione di giugno, ma lo stilista non aveva voluto alimentare preoccupazioni, rassicurando con un “Ma sto bene” che suonava come un invito alla normalità.

L’estate era poi proseguita in modo tranquillo, seppur lontano dalla sua amata residenza di Pantelleria. Non potendo raggiungere l’isola, aveva incoraggiato gli amici a trascorrere le vacanze nella villa che tanto amava, quasi a voler mantenere un filo di continuità con quel luogo a cui era profondamente legato. Ma negli ultimi giorni, riferisce sempre il Corriere, era sopraggiunto un malessere improvviso allo stomaco che ne aveva aggravato le condizioni.

Il peggioramento decisivo è arrivato giovedì pomeriggio, poco dopo le 15. In poche ore il quadro clinico è precipitato, fino al decesso che ha lasciato un vuoto enorme in un Paese e in un settore che avevano fatto di lui un simbolo assoluto. Armani non era soltanto uno stilista, ma un costruttore di immaginari, un interprete dell’eleganza capace di cambiare il volto della moda italiana e di portarla in tutto il mondo.

Il futuro della maison che porta il suo nome continuerà sotto la guida delle strutture che lui stesso aveva disegnato, ma l’assenza del suo sguardo e del suo tocco resteranno incolmabili. La festa per i 50 anni di carriera, che avrebbe dovuto essere il culmine di una lunga parabola creativa, si trasforma così in una commemorazione simbolica, l’ultimo atto di un genio che ha reso immortale la semplicità e la raffinatezza.


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