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“Perché ho la fascia sul braccio”. Jannik Sinner così a Cincinnati: mette subito le cose in chiaro. Il motivo

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Jannik Sinner non si ferma. Dopo aver scritto una pagina di storia del tennis italiano con la vittoria a Wimbledon, il campione altoatesino si prepara ad affrontare un nuovo capitolo, forse ancora più insidioso: la lunga stagione sul cemento nordamericano. A Cincinnati, sede del prossimo Masters 1000, Sinner si presenterà per la prima volta da numero uno del mondo, consapevole di avere addosso gli occhi di tutti, ma con la serenità di chi ha ormai imparato a gestire la pressione.

In conferenza stampa, l’azzurro ha mostrato un volto disteso e un atteggiamento positivo, spazzando via ogni dubbio sulle sue condizioni fisiche. La manica indossata al gomito durante gli allenamenti aveva suscitato qualche preoccupazione tra i tifosi, ma è stato lui stesso a chiarire che si trattava solo di una scelta tecnica. “Il gomito non fa male, ma mi piace la sensazione che dà la manica. Dà un po’ più di stabilità nell’impatto con la palla. L’avevo usata anche a Wimbledon e mi era piaciuta”, ha spiegato, fugando ogni allarme.

“Cos’hai fatto?”. Sinner e Alcaraz, il primo incontro dopo Wimbledon è davanti alla telecamere. E si sente tutto


Sinner a Cincinnati, perché la fascia sul braccio

Il ritorno in campo dopo il trionfo sull’erba inglese segna l’inizio di un momento cruciale della sua stagione. Le superfici rapide del cemento americano si adattano perfettamente al suo gioco esplosivo, ma impongono anche una resistenza mentale e fisica superiore. Lo stesso Sinner ha ammesso che la sua capacità di esprimere un tennis tanto brillante subito dopo la delusione dello Slam precedente lo ha stupito: “Tornare in campo e riuscire a esprimere questo livello di gioco dopo quello che era successo nello Slam precedente a tratti ha sorpreso anche me. Quindi sono molto contento, arrivo con quella spinta”, ha dichiarato.

Un altro tema affrontato è stato il nuovo formato dei Masters 1000, estesi su due settimane, una novità che cambia le abitudini dei tennisti e altera i ritmi del circuito. Sinner, senza fare polemica, ha riconosciuto l’aspetto positivo per il pubblico, ma ha anche rivelato la sua preferenza: “Ormai sono tanti i tornei così, diventano lunghi. Ma non possiamo controllare tutto: per i tifosi è bello, perché possono godersi due weekend di buon tennis. Se mi chiedete se io preferirei un torneo di una settimana… sì, come quello di Monte Carlo per esempio, lo preferisco. Ma va bene così”.

Non è mancato un breve riferimento alla vicenda Clostebol, che nei mesi scorsi aveva toccato da vicino l’entourage dell’atleta, e in particolare il ritorno del preparatore Umberto Ferrara. Ma il tennista ha preferito non alimentare ulteriori speculazioni, limitandosi a dire: “Penso che sia stato già detto tutto con il comunicato ufficiale, quindi non c’è altro da aggiungere”, chiudendo così con eleganza un tema ancora sensibile.

Il numero uno del mondo ha infine condiviso qualche dettaglio sul suo periodo post-Wimbledon, trascorso tra relax e preparazione. “Mi sono preso un po’ di tempo per la mia famiglia, gli amici, le persone più importanti. Ma ovviamente sono tornato ad allenarmi per essere pronto per la stagione americana, che è davvero importante”, ha concluso. Parole che confermano come il sogno di Sinner sia appena cominciato, e che l’ambizione di restare in vetta sia ancora più forte della gioia per esserci arrivato.


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