Nel caso ormai quasi ventennale del delitto di Garlasco, un nuovo testimone rompe il silenzio e riaccende l’attenzione su una delle piste investigative recentemente riaperte dalla procura di Pavia. Si tratta di Mattia Capra, personal trainer e amico storico sia di Marco Poggi – fratello della vittima, Chiara – che di Andrea Sempio, il nuovo indagato nel fascicolo sulla morte della ragazza. Intervistato dalla trasmissione Chi l’ha visto, Capra ha ricostruito la fitta rete di rapporti che, nel 2007, legavano quel gruppo di giovani cresciuti insieme proprio nel cuore della provincia pavese.
Durante il programma di Rai 3, Capra ha ricordato il clima dell’epoca e il tipo di amicizie che aveva: “Conosco Marco Poggi e Andrea Sempio da più di trent’anni. Eravamo dei bravi ragazzi sfigatini: non facevamo le cose che facevano i ragazzi popolari. Andavamo in un pub e poco altro”. Nessuna rivelazione clamorosa ma un quadro preciso di un ambiente che, fino a oggi, era rimasto piuttosto ai margini rispetto alla ricostruzione ufficiale del caso. Una quotidianità semplice, fatta di piccoli riti e frequentazioni abituali, tra cui anche casa Poggi, teatro del terribile omicidio di Chiara, avvenuto il 13 agosto 2007.
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La telefonata tra Capra e Sempio la mattina dell’omicidio
Proprio quella mattina, ha raccontato Capra, lui e Sempio si sono sentiti telefonicamente. Un dettaglio che, se confermato dai tabulati, potrebbe rivelarsi utile per gli inquirenti. Ancora più rilevante, però, è l’ammissione di essere stato almeno una volta in cantina, ovvero nel locale dove venne ritrovato il cadavere della giovane vittima: “Io mi sono pesato in quella cantina. Ero un ragazzo tendente all’obesità. Mi ricordo di essermi pesato”. Una frase che, per gli investigatori, potrebbe assumere un significato importante, soprattutto per quanto riguarda le tracce biologiche e le impronte eventualmente rinvenute all’interno di quello spazio. Lo stesso Capra ha ipotizzato che anche Sempio potesse esserci stato, vista la loro frequentazione con Marco Poggi.

Quanto al rapporto tra Andrea Sempio e Chiara Poggi, Capra è stato netto: “Era impossibile dedurlo. Non ha mai fatto apprezzamenti“. Parole che sembrano voler spegnere ogni sospetto su eventuali motivi personali che possano aver spinto l’amico a un gesto estremo. Tuttavia, lo stesso Capra riconosce che l’interesse degli inquirenti verso la sua comitiva è giustificato: “Penso che sia corretto perché eravamo a Garlasco. Io non ho un alibi e che facciano tutti i controlli necessari”.


Il personal trainer conclude il suo intervento con un’apertura alla giustizia, chiedendo rispetto per il lavoro della magistratura, ma ribadendo la sua estraneità ai fatti: “Sono stato sentito, ma non possono trovare niente su di me“. Un’affermazione che, in un’indagine che continua ad alimentare interrogativi e dubbi anche a distanza di 17 anni, potrà ora essere verificata alla luce delle nuove analisi, anche digitali e genetiche, che la procura di Pavia ha deciso di intraprendere.
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