Al Roland Garros 2025 non si è vista soltanto grande tecnica tennistica, ma anche una straordinaria lezione di stile. Sul centrale parigino, Jannik Sinner ha lasciato un segno che va oltre la sua brillante vittoria all’esordio contro Arthur Rinderknech. Un trionfo netto, sì, ma soprattutto una prova di eleganza sportiva che ha incantato il pubblico e rafforzato l’immagine dell’azzurro come uno dei nuovi volti nobili del tennis mondiale.
Alla fine dell’incontro, l’ex campione spagnolo Alex Corretja, oggi commentatore per la televisione francese, ha preso per mano Sinner con una richiesta insolita: “Puoi venire con me?”. Il pubblico ha seguito incuriosito il giovane tennista mentre si avvicinava alla targa appena inaugurata in onore di Rafa Nadal, installata sullo Chatrier in una cerimonia che aveva già fatto scorrere più di una lacrima tra appassionati e addetti ai lavori. Senza esitare, Sinner si è inginocchiato davanti alla piastrella commemorativa del maiorchino, liberandola dalla terra rossa che la ricopriva, rendendola visibile al pubblico e ai fotografi. Un gesto tanto semplice quanto simbolico.
“No, a questo non voglio rispondere”. Jannik Sinner, cala il gelo in sala stampa

Sinner, il gesto da vero numero 1 dopo la partita
Con la voce piena di emozione, il numero due del mondo ha poi condiviso parole di ammirazione profonda per il campione spagnolo: “È un giocatore davvero speciale, ma soprattutto una persona speciale. Non è mai cambiato, nemmeno dopo tutti quei successi. È rimasto sempre umile, con una famiglia splendida. Adesso si apre un nuovo capitolo per lui, e penso che questa targa sia il minimo che si potesse fare per onorarlo”. Con quella dichiarazione, Sinner ha tradotto in parole ciò che tutti i presenti sentivano nel cuore: la consapevolezza di aver assistito a un’epoca irripetibile.

Ma non è finita lì. Dopo il tributo a Nadal, Sinner ha voluto rivolgersi anche agli spettatori dello stadio, che pure avevano sostenuto calorosamente il loro connazionale durante il match. Nessuna recriminazione, solo gratitudine: “Volevo ringraziarvi per come vi siete comportati. Avete tifato per il giocatore francese, com’è giusto che sia, ma siete stati molto corretti anche con me. L’ho apprezzato tanto“. Un’uscita che ha raccolto applausi sinceri da una platea che raramente regala applausi facili agli stranieri.


Jannik Sinner taking a closer look at the Nadal plaque 🫶#RolandGarros pic.twitter.com/Xh2UJG1Vav
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Had to take a look at the Rafa plaque 👀#RolandGarros pic.twitter.com/1efYGBQu58
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E poi, in vista della prossima sfida contro Richard Gasquet, un’altra icona del tennis francese, Jannik ha sorriso: “So che tiferete per lui, ed è assolutamente normale. Io sono felice di esserci”. In mezzo a una generazione di sportivi spesso concentrati solo sulla competizione, Sinner si distingue ancora una volta per la capacità di unire talento e valori, potenza e sensibilità.
Quel gesto sulla terra di Parigi, quell’inchino alla leggenda e quelle parole rivolte al pubblico, hanno detto tutto. Più di ogni colpo vincente o statistica. Perché il Roland Garros non è solo uno Slam, ma un palcoscenico di emozioni. E oggi, su quel palcoscenico, Jannik Sinner ha recitato un piccolo capolavoro di sport e umanità.


