L’arrivo di Mario Adinolfi a L’Isola dei Famosi ha immediatamente acceso il dibattito. Non solo per il suo passato politico controverso e le sue dichiarazioni spesso divisive, ma anche per la sua figura fisica, così fuori dagli schemi televisivi abituali. La sua partecipazione al reality ambientato in Honduras ha colpito sin dal primo istante proprio perché Adinolfi è il primo concorrente ad approdare sull’isola in una condizione di obesità grave. La sua presenza, dunque, non può essere letta soltanto come un altro volto noto in cerca di rilancio, ma anche come un’occasione per riflettere sul modo in cui i corpi vengono rappresentati — o esclusi — dalla televisione.
Sin dall’annuncio della sua partecipazione, la curiosità del pubblico si è concentrata su un aspetto in particolare: il suo peso. Una domanda che può apparire brutale, ma che nella narrazione del reality — dove la fame e la trasformazione fisica sono parte integrante del gioco — assume un peso simbolico e narrativo ancora più forte. Lo stesso Adinolfi, in passato, ha parlato apertamente del tema, affrontandolo con autoironia e un certo disincanto.
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Isola dei Famosi, quanto pesa Mario Adinolfi
Nel 2020, durante un’intervista concessa al Corriere della Sera, aveva risposto con una sincerità disarmante: “Quanto peso? 175 kg”, aveva detto, spiegando di aver raggiunto quella cifra già intorno ai 25 anni. A distanza di cinque anni, non è chiaro se le sue abitudini alimentari siano cambiate in modo significativo. Guardando le immagini attuali, il suo aspetto sembra sostanzialmente immutato. Sempre in quella stessa intervista, aveva raccontato la sua routine alimentare con dettagli quasi grotteschi: “Prima mangiavo sei cornetti a colazione, ora solo tre, poi a pranzo almeno 180 grammi di pasta, accompagnati da pizza e pane. A cena, però, mi tengo leggero”. Una dieta che stride violentemente con le razioni minime previste sull’isola: 30 grammi di riso bianco da dividere in due pasti. Tradotto: un suo piatto di pasta equivale a sei giorni di sopravvivenza in Honduras.

Adinolfi ha sempre rivendicato con forza il diritto di vivere nel suo corpo senza vergogna né sensi di colpa. “Ho fatto pace da tempo con la mia stazza”, ha dichiarato. “Io ormai ho 47 anni e reagisco con autoironia, ma per un adolescente può essere devastante. In Italia c’è ancora molta discriminazione nei confronti dei grassi”. E non ha mai ceduto alla pressione sociale delle diete: “Mai fatta una. E sto benissimo. Le analisi sono a posto. Nemmeno un trigliceride alto”. Un’affermazione che, se da un lato vuole rompere gli stereotipi sull’obesità e sulla salute, dall’altro solleva interrogativi sul messaggio che una figura pubblica può trasmettere normalizzando abitudini alimentari estreme.


Infine, ha parlato anche dell’autoironia necessaria per vivere con un corpo che non corrisponde ai canoni estetici dominanti. “Ora metto i boxer, un tempo osavo lo slippino. E per andare al mare ci vuole coraggio, io che addosso non ho i cuscinetti ma un materasso”. Parole che fanno sorridere, ma che denunciano una verità più amara: la difficoltà di vivere in una società che spesso misura il valore delle persone con la bilancia. Anche da naufrago, Adinolfi resta fedele al suo personaggio, pronto a resistere non solo alla fame, ma soprattutto ai giudizi.


