La scomparsa di papa Francesco ha suscitato un ampio dibattito. Tra discussioni accese e avvenimenti rilevanti, come il vertice tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky, il 26 aprile si sono celebrati i funerali del pontefice. Nei giorni che hanno preceduto la cerimonia, numerosi fedeli si sono recati in San Pietro per rendere omaggio al Santo Padre. Durante questa fase, con il corpo di papa Bergoglio esposto, in tanti hanno colto l’occasione per scattare fotografie e selfie.
Ebbene Flavio Briatore ha espresso una forte condanna nei confronti di chi si è comportato in questo modo. Attraverso un video pubblicato su Instagram, l’imprenditore non solo ha criticato chi ha immortalato la scena, ma ha anche puntato il dito contro il Vaticano, responsabile della gestione della sicurezza.
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Briatore duro contro chi si è fatto i selfie, ma anche col Vaticano
“Ma secondo voi fare i selfie – le parole di Flavio Briatore – autorizzare la gente che va a dare l’ultimo saluto al Papa e che si fanno i selfie cercando di fotografare la cassa dove riposa Bergoglio… Secondo voi che razza di persone autorizzano che la gente entri in chiesa e si facciano selfie in una situazione del genere, invece di fare una preghiera? Era come essere al circo… Io non so chi gestisce la sicurezza del Vaticano, però era una roba incivile quella che stiamo vedendo”. Nei commenti al video, la maggior parte degli utenti si è detta d’accordo con il pensiero di Briatore.

Una possibile interpretazione di questo fenomeno è stata fornita dalla professoressa Daniela Villani, docente associata di Psicologia Generale all’Università Cattolica di Milano, nonché coordinatrice dell’Unità di Ricerca in Media Digitali, Psicologia e Benessere e insegnante di psicologia della religione. In un’intervista concessa ad Adnkronos, Villani ha spiegato che il bisogno di immortalare il momento davanti alla salma di Bergoglio nasce, da una parte, da una gestione sempre più superficiale delle emozioni, e dall’altra dal desiderio di ottenere approvazione sociale. Quando qualcuno si scatta una foto in simili circostanze, “è come se volesse dire ‘Io ci sono, lo faccio vedere e divento popolare'”.


Attraversare rapidamente il luogo dove giace il Papa e fermarsi a riprendere quell’istante “impedisce una reale elaborazione emotiva di quanto si sta vivendo. Quest’atteggiamento – osserva l’esperta – da un punto di vista psicologico è protettivo: è diventata una modalità per la quale le persone fruiscono in maniera così superficiale delle esperienze che vivono senza però esserci davvero”.
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