Sappiamo praticamente tutto delle uova che compriamo in guscio, ma praticamente nulla di quelle che troviamo dentro pasta all’uovo, biscotti, dolci, produzioni industriali e persino dentro tramezzini, pasta fresca e altri prodotti di bar e ristoranti che usano uova pastorizzate. Grazie alla normativa europea sull’etichettatura, dal 2004 il timbro apposto su ogni singolo uovo in guscio indica: modalità di produzione (3 in gabbia, 2 a terra, 1 all’aperto, 0 biologiche), il paese di origine (IT per l’Italia) e persino comune e codice dello stabilimento. Anche sulle scatole è obbligatorio precisare a chiare lettere la modalità di allevamento. Una trasparenza che stona con l’assenza totale di informazioni sull’origine delle materie prime di tutti gli altri prodotti che hanno come componente principale le uova, per i quali nessuna indicazione è obbligatoria.
L’inchiesta del Corriere della Sera.


