“Ce l’abbiamo fatta”. Ritrovata la piccola Mia, la svolta questa mattina dopo 5 giorni di ricerche. Le sue condizioni

La scomparsa martedì scorso. Dopo l’allarme erano partite immediate le ricerche per trovare la piccola Mia Montemaggi, scomparsa praticamente nel nulla. Ieri era arrivata una svolta nella grave storia di rapimento, erano finiti in manette i tre sequestratori. Fondamentale il lavoro della polizia, che è stata in grado di far confessare gli autori del gesto. Ma i fatti non sono ancora chiarissimi.

Si era poi scoperto che la madre della bimba era invischiata nel rapimento, era d’accordo con queste tre persone, molto vicine all’estrema destra e ai movimenti survivalisti e prepper, ovvero gruppi che sono pronti immediatamente ad eventi di natura catastrofica e alla possibilità che ci siano emergenze sanitarie. Tutti erano già stati schedati dai servizi. Poi era emersa con maggiore chiarezza la dinamica, che ha portato alla sparizione della malcapitata bambina. Continua dopo la foto


Il rapimento di Mia Montemaggi è avvenuto in Francia, a Vosgi, ad est della nazione transalpina. I sequestratori sono stati poi bloccati a Parigi e trasferiti immediatamente in commissariato, dove hanno confessato il gesto criminale. Successivamente pare che la vittima sia stata portata dalla mamma di 28 anni, che non si trova più a casa sua da mercoledì scorso. Continua dopo la foto

Oggi la bella notizia del ritrovamento insieme alla madre in una casa in Svizzera. La conferma arriva dal pubblico ministero di Nancy, François Perain. Si trovavano nel comune di Sainte-Croix, nel cantone di Vaux. “Le indagini hanno permesso di accertare che Lola Montemaggi, la madre della bambina, aveva trascorso una prima notte in Svizzera in un hotel a Estavyer Le Lac, prima di essere stata accolta da una donna a Neufchatel, per poi trasferirsi in una abitazione privata Sainte-Croix ”, spiega François Perain in un comunicato stampa. Continua dopo la foto

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E poi ha colto l’occasione per ringraziare “le autorità svizzere per questo straordinario investimento, che ha permesso di localizzare in brevissimo tempo la fuggitiva e sua figlia”. “Quasi duecento gendarmi sono intervenuti nell’ambito di questa inchiesta condotta dal 13 aprile”, ha detto il magistrato. La piccola Mia sta bene.

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