Si rompe lo smartphone e non può seguire le lezioni a distanza. 16enne si suicida

L’ emergenza sanitaria in corso conduce al tragico gesto. Muore suicida un ragazzo di soli 16 anni. È accaduto in India, dove per molti lo studio rappresenta la sola possibilità per scongiurare la povertà e riconquistare una dignità umana. Ma non tutti possono permettersi uno smartphone, un computer o persino la connessione internet per seguire le lezioni online. E la storia di Rohit Varak parte proprio da questa situazione di profondo disagio.

Lo studio come opportunità per cambiare vita, Rohit pensava esattamente questo. Confidava nella speranza di strapparsi dalle mani della miseria, condizione sofferta da molti giovani dello stato occidentale di Goa. L’unico cellulare in famiglia gli permetteva di continuare a studiare e credere ancora in quella in quella vitale possibilità, quando accidentalmente lo strumento si è rotto. (Continua a leggere dopo la foto).


Il cellulare è caduto rompendosi, generando nel 16enne un senso di colpa tale da condurre al gesto definitivo. E da quando è iniziato il lockdown il numero di suicidi tra adolescenti in India ha subito una tragica impennata. La storia di Rohit è stata raccontata sul quotidiano britannico Independent. La famiglia del ragazzo non versava in condizioni economiche tali da poter andare incontro all’acquisto di un nuovo apparecchio. (Continua a leggere dopo la foto).

Per riparare lo smartphone caduto accidentalmente, occorrevano tremila rupie, ovvero circa 35 euro, e dopo quattro giorno dall’episodio Rohit ha deciso di togliersi la vita. E sul quotidiano britannico viene riportata la testimonianza della sorella di Rohit: “Mio padre non aveva tutti quei soldi”. In famiglia l’entrata economica del padre era l’unica in grado di sfamare il resto dei componenti. (Continua a leggere dopo le foto).

L’uomo è un autista di un autobus privato, ma l’emergenza sanitaria ha condotto inevitabilmente alla crisi del settore. La storia di Rohit Varak, uno studente del decimo std, di Pal-Sattari, è un triste indicatore del fatto che l’istruzione online è ancora inaccessibile a molti provenienti da famiglie economicamente deboli. Come riportato su Goa News Hub: “La negazione dei servizi di base per l’istruzione equivale alla negazione del diritto all’istruzione. I bambini sono il nostro futuro ed è un totale fallimento del governo quando sono costretti al suicidio”.

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