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“Frustati con cavi elettrici”: le torture dell’Isis ai bambini curdi

Orrore, torture e privazione di ogni sorta. È l’ennesima drammatica descrizione del conflitto che sta insanguinando il Medio Oriente. La denuncia arriva da Human Rights Watch che riferisce la storia di molti ragazzi tra i 14 e i 16 anni della città curda di Kobane, in Siria, che hanno subito per mesi abusi fisici e psicologici da parte dei jihadisti dello Stato islamico che li avevano fatti prigionieri. Nel rapporto della Ong si leggono le testimonianze di quattro ragazzini. Rraccontano di essere stati rapiti con altri 153 compagni mente tornavano a casa da una scuola. Una notizia confermata anche dal fatto che di recente i jihadisti hanno rilasciato 25 bambini in cambio del rilascio di loro prigionieri. I sopravvissuti hanno riferito di essere stati picchiati e frustati con cavi elettrici. Particolarmente presi di mira quei bambini che hanno i genitori nelle fila delle milizie curde. si parla di bambini costretti a vedere i filmati delle decapitazioni dell’Isis. In un caso un ragazzo di 15 anni è stato legato e lasciato sospeso con le mani legate dietro alla schiena, e un piede legato alle mani, dopo che aveva invocato la madre per la paura. Al giovane ostaggio i suoi carcerieri hanno detto che era Dio che doveva invocare, non la madre.



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