Anche un nemico invisibile si può sconfiggere. Anche il Coronavirus può battere in ritirata. La storia che vi raccontiamo è di resistenza forza e coraggio. Arriva a poche ore dall’annuncio che il parere dell’Ema sul vaccino Pfizer-BionNTech contro il coronavirus potrebbe arrivare prima del previsto, il 21 dicembre.
“Dopo avere ricevuto ieri sera i dati aggiuntivi richiesti dal Chmp (il Comitato Ema per i medicinali a uso umano, ndr) all’azienda, e in attesa dell’esito della sua valutazione, è stato” infatti “programmato un incontro eccezionale del Chmp per il 21 dicembre per concludere se possibile” sull’ok al prodotto-scudo, annuncia l’ente regolatorio Ue. “La riunione prevista per il 29 dicembre verrà mantenuta se necessario”. Il Chmp e i suoi esperti, spiega l’Ema, hanno lavorato intensamente nelle ultime settimane per valutare i dati presentati da BioNTech e Pfizer nella richiesta di autorizzazione condizionale all’immissione in commercio (Cma) per il loro vaccino a mRna. Continua dopo la foto

Una speranza per tutti quelli che oggi lottano e per il ritorno a una vita normale. A dare l’esempio ci pensa una nonnina di 105 anni di nome Lea Lavy che a 105 anni dopo settimane difficili, in cui sembrava che il virus potesse avere il sopravvent, ha battuto il virus. A raccontare la storia è il quotidiano Dauphiné Libéré. Che scrive: “Quando è risultata positiva al tampone per Covid-19, all’inizio dell’autunno, il figlio Roger, 75 anni, ha subito pensato che “non ce l’avrebbe fatta”. Continua dopo la foto

“Siamo stati profondamente colpiti dalla prima e seconda ondata della pandemia – ha detto il direttore della casa di cura della Fondazione Parmelan, Stéphane Richard -. Il Coronavirus ha colpito 109 dei nostri 185 residenti, pari a quasi il 60%, e abbiamo pianto 33 morti. Senza contare che il 30% dei dipendenti, me compreso, ne è stato colpito, eravamo davvero in difficoltà, ci mancava il personale. Tra il 22 ottobre e per i 15 giorni successivi è stato davvero molto difficile”. Continua dopo la foto

Per questo ha sentito la necessità di celebrare la guarigione e il compleanno di Lea: “È la nostra decana. Le è stato offerto un mazzo di fiori e il presidente della fondazione è entrato, con alcuni badanti, in soggiorno, indossando la mascherina. Il suo corpo ha risposto bene”.
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