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arabia saudita esplosione vicino gp f1

Attacco con missili vicino alla pista di Formula 1, paura per i piloti e Gran Premio a rischio: i dettagli

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Un’esplosione e poi una colonna di fumo che si alza verso il cielo. È quanto avvenuto oggi, venerdì 25 marzo, in Arabia Saudita a Jeddah. A 20 km dal circuito in cui si stanno svolgendo le prove libere del secondo GP della Formula 1. Secondo le prime informazioni giunte in Italia si tratterebbe di un attacco da parte degli sciiti dello Yemen ad un impianto petrolifero della Aramco.

Dopo il boato è scoppiato un incendio e le immagini sono piuttosto impressionanti. I dirigenti della Formula 1 e le autorità competenti, riporta Sky Sport, hanno deciso di confermare le seconde libere. Ma alle 20 italiane si terrà una seconda riunione. La Aramco è infatti partner globale della F1. A confermarlo i marchi a bordo pista. L’azienda è inoltre sponsor principale sia del GP degli Stati Uniti che, da quest’anno, dell’Aston Martin.

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A quanto pare i ribelli hanno lanciato un razzo che ha colpito l’impianto della Aramco. Poco dopo si sono alzati in volo aerei militari. E sui social già circolano i primi video e le prime scioccanti immagini.

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La colonna di fumo sprigionatasi dall’esplosione era visibile anche dal tracciato, come mostra la foto copertina pubblicata dal profilo Twitter @AuroraIntel. Già nei giorni scorsi c’erano state polemiche sull’opportunità o meno di disputare il GP in un contesto così turbato da un conflitto in corso.

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Lo staff che ha organizzato il GP aveva cercato di tranquillizzare tutti. Gli organizzatori avevano dichiarato: ”Quello che è successo non avrà nessuna risonanza sul weekend di gara”. La guerra in Yemen dura da 7 anni e nei giorni scorsi c’erano stati episodi simili. Per l’Onu la guerra in corso rappresenta la peggior crisi umanitaria al mondo. Tutto è iniziato quando gli houthi hanno rivolto le loro mire nel sud del Paese. L’Arabia Saudita è intervenuta nel 2015 al fianco del governo riconosciuto. Secondo notizie non confermate al fianco dei ribelli ci sarebbero Iran e Hezbollah del Libano.