Uccise i figli perché “posseduti dal demonio”. Ma la mamma-orco non va in carcere


La mamma-orco è colpevole ma non finirà in carcere. Così come la sua complice. Entrambe andranno in clinica. Le “voci” nella loro testa dicevano che i due bimbi andavano uccisi perché posseduti. E così non finiranno dietro le sbarre. Era il 17 gennaio 2014 nel Maryland, Usa, quando Zakieya Aver, mamma 29enne dei bambini, uccise insieme a Monifa Sanford, 22 anni, i figli per assicurarsi il paradiso.

Sanford, dichiarata colpevole per due accuse di omicidio di primo grado e un tentato omicidio di primo grado, non è stata infatti giudicata penalmente responsabile. Insieme alla madre delle due piccole vittime, aveva organizzato un vero e proprio rito in casa per praticare un esorcismo convinta che i bambini fossero posseduti dal demonio. Le due donne accoltellarono i bimbi con una lama seghettata e li soffocarono durante il sonno uccidendoli. Gli altri due figli più grandi della 29enne, di cinque e otto anni, riuscirono a sopravvivere al massacro.

Invece di passare il resto dei suoi giorni in prigione, la Sanford dovrà sottoporsi a un trattamento obbligatorio in un ospedale psichiatrico per aver partecipato attivamente, nel gennaio 2014, all’omicidio di Norell Harris, un anno, e della sua sorellina Zyana, 2 anni.

Oggi, anche se dichiarate colpevoli, le donne non andranno in carcere ma in una clinica perché considerate incapaci di intendere e volere. In sede di processo hanno dichiarato di aver creduto di essere anche loro possedute dal demonio e di essersi aggredite l’un l’altra per potersi purificare.

 

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