Nucleare? Sì, grazie! Le potenze mondiali sono lontane dall’idea del disarmo


È ancora lontano il sogno di un mondo senza nucleare. Facendo bene i conti, infatti, sono 15.700 le armi nucleari nel mondo, 4.100 delle quali considerate attive: il 90% è diviso tra Russia e Stati Uniti che, in totale ne hanno 1.800 pronte per essere utilizzate. Una quantità di armamenti in grado di causare danni inimmaginabili all’umanità, che dovrebbe essere in parte dismesso nel corso delle prossime decadi.



Dovrebbe, perché, nonostante dalla società civile e dal mondo religioso arrivi sempre più forte l’appello ad un impegno delle potenze nucleari per un disarmo concreto, il quadro delle relazioni internazionali si complica e la carta del nucleare continua a pesare parecchio sui tavoli delle trattative tra Stati. Una ricerca effettuata da Chiara Ronga per Archivio Disarmo, tira le somme del quadro attuale: gli Stati che possiedono armi nucleari sono Russia, Stati Uniti, Francia, Cina, Regno Unito, Israele, Pakistan, India e Corea del Nord; in più, all’incirca 180 bombe B61 degli Usa sono dislocate in sei basi in cinque Paesi europei (Belgio, Germania, Italia, Olanda e Turchia). Numeri decisamente inferiori per le potenze nucleari europee. Il Regno Unito possiede 215 testate, 150 delle quali operative strategiche e può contare su quattro unità balistiche sottomarine in grado di trasportare fino a 16 missili Trident II D-5, mentre un sottomarino pattuglia di continuo le acque d’Oltremanica, rappresentando il principale deterrente d’Oltremanica da ormai 40 anni.


A maggio 2011, inoltre, il governo inglese annunciò un programma per produrre una nuova classe di sottomarini, della durata di 5 anni e con un costo di 3 miliardi di dollari; il primo sottomarino appartenente alla nuova classe verrà introdotto nel 2028. Sono invece 290 le testate operative strategiche a disposizione della Francia, che ha iniziato un processo di modernizzazione che durerà fino al 2050.

 

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