Marò, l’Italia si ribella allo schiaffo dell’India: “Ora basta, la risposta sarà forte”


“Di fronte a un atteggiamento così grave delle autorità indiane “il governo si riserva i passi necessari a partire dall’urgente richiamo per consultazioni dell’ambasciatore italiano a Nuova Delhi” anche se “non si tratta di rottura delle relazioni diplomatiche”. Dopo il capo dello Stato e il ministro della Difesa, anche Paolo Gentiloni, titolare della Farnesina, si ribella alla decisione delle autorità indiane, di non consentire ai due marò di trascorrere le vacanze di Natale in Italia. Gentiloni fa sapere che l’Italia “si riserva tutti i passi necessari” nei confronti dell’India sulla vicenda di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. E, spiega, lo “dobbiamo fare senza improvvisazioni e con il necessario equilibrio”. La posizione del fuciliere Girone, trattenuto in India dopo il permesso accordato a Latorre di curare in Italia un’ischemia, è per noi motivo di “angosciosa preoccupazione”, ha detto il ministro degli Esteri alle commissioni Esteri e Difesa, ribadendo “l’irritazione del governo italiano” per le decisioni prese dalla Corte Suprema indiana che ha respinto richieste “umanitarie” per i due marò. Le autorità indiane, ha sottolineato, hanno accumulato una serie “incredibile di rinvii”. Difatti, è dal 15 febbraio del 2012 che i due fucilieri di Marina sono in attesa di decisioni definitive da parte della giustizia del paese asiatico.

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Alla luce della decisione indiana, Giorgio Napolitano si dice “fortemente contrariato dalle notizie giunte da Nuova Delhi circa gli ultimi negativi sviluppi della vicenda dei marò”, come si legge in un comunicato stampa del Quirinale. Napolitano “resterà in stretto contatto con il governo e seguirà con attenzione gli orientamenti che si determineranno in parlamento”.

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