“Hanno sparato in testa ai bambini”, i racconti dell’orrore della strage nella scuola


È salito ad almeno 135 morti, oltre cento dei quali bambini e ragazzi tra i 10 e i 20 anni, e 144 feriti il bilancio dell’attacco talebano a una scuola di Peshawar, in Pakistan. I numeri sono destinati a salire, anche se tutti i terroristi che erano entrati nell’istituto sarebbero ormai morti, uccisi dalla polizia o suicidatisi facendosi esplodere. E arrivano particolari raccapriccianti dall’azione, come quello, rivelato dal ministro dell’Istruzione, secondo cui la maggior parte dei bambini è stata uccisa “con un colpo di pistola alla testa”. (continua dopo la foto)

Strage di bambini in Pakistan, i talebani attaccano una scuola







“Oggi – ha raccontato uno studente ferito avevamo un esame di chimica. Appena ho finito, mentre ero seduto nel laboratorio, è iniziata la sparatoria. Sono entrati dei militanti e hanno aperto il fuoco su tutti gli studenti. È morto un bambino di due anni che qualcuno aveva portato con sé a scuola”. Un altro testimone ha parlato dell’”esecuzione” di  insegnante: “Sono entrati in classe e gli hanno gettato della benzina su tutto il corpo e gli hanno dato fuoco”, e secondo una fonte dell’esercito i bambini sarebbero stati costretti ad assistere al supplizio. (continua dopo la foto)




“Un attacco atroce e vile. Sono straziata da questo atto di terrorismo assurdo e spietato” ha commentato Malala Yousafzai, la studentessa pakistana nobel per la Pace, anche lei vittima due anni fa di un attentato dei talebani. E l’attivista indiano Kailash Satyarthi, inignito quest’anno del premio insieme a lei, ha twittato: “Il governo pakistano deve prendere tutte le misure necessarie per proteggere i bambini e le scuole dalla violenza. Il mio cuore sanguina per le famiglie in lutto. Quelli che sono stati uccisi oggi sono tutti nostri figli”.

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