Cyberwar, giornali occidentali sotto attacco di hacker siriani vicini al governo


Una spy story in buona regola: oggi decine di siti web di media occidentali sono finiti sotto attacco da parte degli hacker del cosiddetto Syrian Electronic Army. A pagarne le conseguenze anche alcuni siti di informazione italiani, come Repubblica.it e altri quotidiani locali del Gruppo Espresso. Il quotidiano diretto da Ezio Mauro ha confermato l’attacco indiretto al proprio sito, attraverso parti di codice di Gigya, cioè una società israeliana che fornisce le funzioni di commento dei lettori in tutto il mondo. Sotto attacco anche il sito del Messaggero Veneto dove cliccando su qualunque notizia appare dapprima una scritta che annuncia l’attacco del Syrian Electronic Army quindi l’aquila siriana con le scritte in arabo.

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Gli hacker, sostenitori del regime siriano di Bashar al-Assad, hanno colpito anche i siti britannici Daily Telegraph, The Independent e Evening Standard e altri ancora nel mondo come CNBC, Forbes, al-Jazeera e il Chicago Tribune. Alcuni utenti hanno riferito che sulle pagine dei siti sotto attacco si apre un pop-up con il messaggio in inglese che informava: “Siete stati hackerati dall’Syrian Electronic Army” per poi essere reindirizzati su un sito collegato al gruppo di hacker. Ed è subito caso. Il Syrian Electronic Army è un gruppo vicino all’attuale presidente al-Assad, da oltre due anni impegnato in una forte repressione a danno dei ribelli islamisti. Contro la repressione governativa si era schierata gran parte dell’Occidente, contestando al regime brutalità contro i civili. Con l’avanzata dell’Isis, pericolo per lo stesso Occidente, al-Assad è tornato nell’orbita delle amicizie necessarie dei principali paesi occidentali.

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