Choc nella musica: il celebre cantante arrestato e condannato. Accuse pesantissime


Sta facendo discutere la vicenda del rapper Pablo Hasel che si è barricato all’interno del rettorato dell’Università di Lleida, la sua città, capoluogo di una delle quattro province catalane. Sarebbe dovuto entrare in cella lo scorso venerdì per scontare una condanna a nove mesi per “esaltazione del terrorismo” e “ingiurie alla corona” contenute, secondo i giudici, nelle sue canzoni e nei commenti postati su Twitter.

Hasel ha deciso di non presentarsi e di attendere che i Mossos d’Esquadra, la polizia regionale catalana, lo vada a “sequestrare”, come lui stesso definisce il suo possibile arresto. “Sarebbe un’umiliazione indegna presentarmi spontaneamente di fronte a una sentenza così ingiusta”, ha spiegato ai suoi oltre 120mila follower su Twitter. La polizia ha avviato un’operazione per catturarlo nella mattina di martedì 16 febbraio e lo ha portato in cella. (Continua dopo la foto)






Pau Rivadilla è il vero nome del rapper Pablo Hasel è stato condannato sia per il contenuto dei suoi messaggi social che per il testo della canzone “Juan Carlos el Bobón”: tolta la “r” della casata regnante, significa “lo sciocco”. E nel giorno in cui sarebbe dovuto andare in cella, in tono di sfida ha lanciato un nuovo videoclip contro il sovrano in carica, Felipe VI: un video da 200mila visualizzazioni su YouTube in cui il rapper si riprende la sua libertà: “Senti tiranno, non ce n’è solo per tuo padre. Che il grido repubblicano trapani il tuo timpano. Amo l’oppresso, odio il regno oppressore”. (Continua dopo la foto)







Il mondo della cultura spagnolo si è mobilitato quando ha ascoltato la notizia del possibile arresto di Pablo Hasel: oltre esponenti come Pedro Almodóvar, Javier Bardem, Joan Manuel Serrat, Luis Tosar hanno firmato un manifesto di solidarietà. Anche il governo guidato da Pedro Sánchez si è sentito in dovere di reagire immediatamente. E ha promesso di eliminare al più presto le condanne a pene di carcere per i reati legati alla libertà di espressione. Gli “eccessi verbali” che vengano commessi nel contesto di manifestazioni artistiche, culturali resteranno esclusi dal castigo penale. (Continua dopo la foto)



 

Tuttavia la riforma ancora non c’è e di conseguenza a meno di clamorosi ripensamenti dovrebbe essere applicata la sentenza contro il rapper Pablo Hasel che nella giornata di lunedì 15 febbraio si è barricato nell’università di Lleida: “Sono qui all’università con un gruppo di sostenitori. Dovranno farla saltare in aria per arrestarmi”, ha twittato.

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