Stuprò 200 bambini, ucciso dal compagno di cella: “Volevo provasse lo stesso dolore”


Orrore, dolore e un turbinio nero in cui diventa difficile anche solo guardare. Una storia dai particolari orribili di cui oggi è partito l’iter processuale. Il delitto, come ricostruito in aula, sarebbe stato “attentamente pianificato e studiato” per punire il pedofilo, dargli un ‘assaggio’ di quello che aveva fatto provare alle vittime.

Una punizione in piena regola. Un versione che l’accusato smentisce sostenendo di aver perso il controllo durante l’aggressione. “Quest’uomo – ha detto riferendosi alla vittima – ha stuprato e abusato di bambini per divertimento. Avrebbe potuto uccidere anche loro. Sono propenso a pensare che abbia fatto di peggio che stuprarli”. L’arresto del pedofilo era arrivato al termine di una lunga indagine della Task Force ‘Argos’ sullo sfruttamento e l’abuso di minori online. L’inchiesta ha smantellato una rete di pedofili che operava nel dark web sotto il nome di ‘The Love Zone’, salvando così 85 bambini dagli abusi. Continua dopo la foto






La morte dell’uomo risale al 13 ottobre di un anno fa. I particolari agghiaccianti del delitto, come detto, sono emersi oggi in Tribunale, alla Hull Crown Court, dove Paul Fitzgerald è comparso per essere giudicato per aggressione sessuale e omicidio. La vittima si chiamava Richard Huckle, accusato e condannato in Gran Bretagna con l’accusa di aver abusato di più di duecento bambini. Fitzgerald è stato visto strangolare Huckle, 33 anni, con una stringa, dopo avergli infilato una penna nel naso e averlo abusato sessualmente con un utensile da cucina. Continua dopo al foto






Richard Huckle, classe 1986, di Ashford, è stato arrestato il 19 dicembre del 2014, al ritorno nel Regno Unito, dalla Malesia. Fotografo free lance, era solito viaggiare nei paesi orientali entrando in contatto coi bambini tramite chiese, scuole e orfanotrofi, col pretesto di scattare loro delle foto. e arrestando, tra i vari pedofili, anche lo stesso Huckle. Continua dopo la foto



 


Al momento dell’arresto, il criminale portava con sé un computer contenente più di 20mila immagini di pedopornografia, di cui alcune migliaia delle quali rappresentavano lo stesso Huckle intento a commettere abusi su minori. Le sue vittime accertate sono tutte malesi o cambogiane, ma le autorità credono ci sia una forte probabilità che abbia agito anche nel Regno Unito. “A nessuno importava di quei bambini” ha sempre ripetuto. Quando è stato ucciso stava scontando 22 ergastoli.

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