“Sei come Cenerentola”. Torture squallide alla figlia per anni: “Nessuno ti ama…”


Una storia di torture, aggressioni e violenza che somiglia tanto a quella di Cenerentola. Arriva dall’Irlanda e la protagonista è una ragazza che oggi ha 21 anni. Una storia terribile quella di Cora Desmond costretta con la forza a fare di tutto in casa, addirittura anche a bere aceto e mangiare peperoncino in polvere dalla sua matrigna. Un po’ come la fiaba, ma dai contorni ancora più violenti. Dai 6 ai 16 anni Cora Desmond è stata picchiata e torturata dalla sua matrigna, Bridget Kenneally.

La donna colpiva quotidianamente Cora con mazze, cinture e spatole, la costringeva a pulire la casa da cima a fondo e, per torturarla, facendole ingoiar aceto e peperoncino in polvere. E la minacciava dicendole che l’avrebbe uccisa se avesse rivelato a qualcuno quello che subiva in casa. “Mi chiamava Cenerentola perché diceva che, come la protagonista della favola, nessuno mi amava e mi voleva”, ha rivelato la 21 enne agli inquirenti. Kenneally è stata recentemente denunciata dalla figliastra, arrestata e condannata a due anni di carcere per aggressione. (Continua dopo la foto)






Per capire bene cosa è successo bisogna analizzare i racconti che la vittima ha fatto al giudice Sean O’Donnabhain. Quando la piccola Cora aveva 5 anni, suo padre aveva iniziò una relazione con Kenneally. In un primo momento le cose andavano bene, la donna si poneva in modo gentile e premuroso con la bimba. Poi sono iniziate le violenze: Kenneally ha iniziato a picchiare Cora con pugni e schiaffi e la situazione è andata peggiorando: “I suoi figli biologici potevano uscire liberamente con i loro amici. Io e mia sorella non ci potevamo allontanare da casa: passavamo tutto il giorno a pulire e poi arrivavano le botte”, ha ricordato la ragazza. “A scuola dovevo fingere di essere felice e in salute, perché avevo paura di essere uccisa se qualcuno avesse scoperto la mia situazione”. Le percosse costringevano la ragazza ad andare in ospedale con fratture e contusioni: “Dicevo ai medici di essere inciampata o qualcosa di simile”. (Continua dopo la foto)






“Una delle sue punizioni preferite era poi costringermi a mangiare peperoncini, spezie piccanti o dosi eccessive di sale, pepe, mostarda”. Quelle torture e quelle violenze si ripercuotono sulla vita di Cora tanto che è inibita da certi odori e certi sapori, si spaventa facilmente con rumori troppo forti e ha paura ad andare da sola in alcuni luoghi. La matrigna per picchiare la ragazza usava attizzatoi da barbecue, l’asta dell’aspirapolvere, cinture e spatole e altri arnesi. La ragazza viveva nel terrore e non poteva raccontare a nessuno delle torture, perché la matrigna la minacciava di morte in caso avesse spifferato gli abusi. “Mi diceva tra l’altro che nessuno mi avrebbe creduto. Ero solo una bambina, e imparai a mentire, a dire che ero pasticciona e sbadata”. (Continua dopo la foto)



 

Tuttavia soprattutto i professori e il preside della scuola hanno iniziato a non credere alle frasi di Cora Desmond. Si chiedevano se dietro quelle spiegazioni non ci fosse qualcosa di maggiormente grave. E così era: si è arrivati ai primi interrogatori della matrigna Kenneally fino all’arresto nel 2017. Oggi Cora sente di aver finalmente ottenuto giustizia, anche se le ferite, soprattutto quelle psicologiche, vanno curate ogni giorno affinché si rimarginino completamente. “Lei ha avuto il controllo sul mio passato, non le lascerò dettare legge anche sul mio futuro”, ha dichiarato Cora al The Sun, lanciando un appello finale alle persone vittime di violenza: “Parlate, non abbiate paura di dire a qualcuno cosa state passando, uscite da quella situazione il prima possibile. Io avevo sei anni quando è iniziata e sedici quando è finita. Oggi io sono libera di vivere la mia vita, mentre lei è in carcere”.

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