Niente terapia per colpa del coronavirus, stroncata dal cancro a 31 anni: lascia un figlio di 6 anni


Regno Unito, la tragica storia di Kelly Smith fa il giro del mondo. A riportare la notizia il Daily Mail, dove sono state riportate le testimonianze dei genitori della giovane donna morta a 31 anni per un grave tumore. Insieme alle parole della coppia di coniugi raccolti nello sconforto per la grave perdita, anche le riflessioni di altri pazienti oncologici che vivono nella stessa paura di perdere la loro vita.

Nel Daily Mail si legge: “Mandy, la madre della giovane, e il patrigno Craig Russell hanno avviato una petizione cheha già raccolto oltre 316.00 firme, per chiedere al governo di porre fine ai ritardi nel trattamento del cancro durante questa pandemia. La coppia ha anche incontrato il ministro della Salute britannico, Matt Hancock. “Il cancro è una minaccia molto più grande di quanto il Covid possa mai essere – ha dichiarato l’uomo a nome anche della moglie – Ogni giorno 500 persone muoiono di cancro e quei numeri stanno iniziando ad aumentare perché non ci sono cure”. (Continua a leggere dopo la foto).






“Purtroppo è troppo tardi per Kelly, ma c’è ancora tempo per salvare altre persone”. E la storia di Kelly non è la sola e sono agghiaccianti le altre testimonianze. È il caso di Beth Purvis, 41 anni e due figli. A lei è stata annullata all’ultimo momento l’operazione di asportazione del tumore al polmone, che nel frattempo si è diffuso anche al cervello. Maxine Smith, 31 anni e anche lei madre di due bambini, ha un tumore cervicale e ha anticipato il suo matrimonio: dopo essere state interrotte, le sue cure sono riprese e lei è stata dichiarata fuori pericolo ma, non sapendo se il cancro ricomparirà, ha deciso di pronunciare il fatidico Sì”. (Continua a leggere dopo la foto).






Kelly Smith era una giovane donna ed estetista di 31 anni, nata a Macclesfield, in Inghilterra. Aveva già affrontato tre lunghi anni di cure, corsi di chemioterapia e immunoterapia, quando a marzo le è stato comunicato che le cure per quel grave cancro all’intestino stavano terminando. L’emergenza sanitaria ha frenato il ciclo di terapie di Kelly, come accade anche per molte altre malattie rare. Così Kelly lascia anche un figlio di 6 anni. (Continua a leggere dopo le foto).



Una morte che poteva essere evitata e che oggi ha aperto un acceso dibattito sul British National Health System (NHS), ovvero sulla scelta di salvare o meno determinati pazienti, dando maggiore attenzione e cure esclusivamente ai pazienti Covid . La morte di Kelly è imputata al Servizio Sanitario Nazionale britannico (Nhs), proprio perchè ha deciso di lasciare gli ospedali al servizio esclusivo dei malati di Covid-19. Karol Sikora, consulente oncologo presso la Buckingham University afferma: “Il cancro non è una malattia in cui si possono mettere le persone lontano per tre mesi. Non è come la sostituzione dell’anca o la chirurgia della cataratta, in cui i pazienti in lista d’attesa affrontano un immenso disagio: se il cancro non viene diagnosticato e trattato precocemente, può diffondersi e più persone moriranno”.

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