Coronavirus, influencer di fitness muore a 33 anni. Sui social negava l’esistenza del virus


Un gioco del destino macabro e terribile. Una notizia che arriva nel giorno in cui l’epidemia da coronavirus segna un nuovo record storico. A farne le spese un influencer del mondo del fitness che per mesi aveva sostenuto tesi negazioniste. Una realtà, quella dei complottisti, sempre più vasta. Definiti complottisti e negazionisti con una forte connotazione anti scientifica, rappresentano un fenomeno rilevante, complesso, presente in tutto il mondo, che va studiato dal punto di vista sociologico e della comunicazione.

Il comune denominatore è l’utilizzo massiccio degli strumenti digitali che la rete mette a disposizione, facilitando la condivisione di contenuti, spesso virali, e di notizie definite da molti come fake news. Un’ampia platea di persone che dice “no”: le loro tesi si basano sul presupposto che il Covid non esiste, ma si tratta di un’operazione pianificata dai “poteri forti” con la complicità delle forze politiche, per imporre un regime di sorveglianza autoritario. Continua dopo la foto






Così, forse, era anche Dmitriy Stuzhuk, padre di tre figli (David, Lola e Olivia), aveva registrato un video dall’ospedale dopo aver contratto il virus durante un viaggio in Turchia.La sua ex moglie Sofia Stuzhuk, 25 anni, ha successivamente annunciato il suo decesso, sopraggiunto per complicazioni cardiache. Dmitriy si è svegliato in Turchia con il collo gonfio e con evidenti difficoltà respiratorie. Continua dopo la foto






L’ucraino ha scritto al suo milione di fan online: “Voglio condividere come mi sono ammalato e mettere in guardia tutti. Ero uno di quelli che pensava che il Covid non esistesse, fino a quando non mi sono ammalato”. Al suo ritorno in Ucraina, l’uomo è risultato positivo al test ed è stato ricoverato in ospedale, come riportato anche dal Sun e dal Daily Star Online. Continua dopo la foto



 


“L’ospedale è pieno di pazienti, alcune delle quali vengono curate nei corridoi”, ha scritto Dmitriy, mostrando anche l’apparecchio per l’ossigeno che gli consentiva di respirare. Dopo otto giorni gli è stato permesso di lasciare il reparto, ma dopo poche ore è stato ricoverato di nuovo in ospedale per sopraggiunti problemi al sistema cardiovascolare. Ogni tentativo da parte dei medici si è rivelato vano.

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