Muore a 6 anni ucciso da un’ameba mangia cervello, è il secondo caso in poco tempo


Secondo caso in pochi giorni. Scatta l’allerta. È successo poche ore dopo la morte di un bambino di 13 anni, stavolta la vittima ne ha solo 6. Alcuni test hanno confermato la presenza di Naegleria fowleri, un’ameba mangia-cervello, come riporta la Bbc, motivo per cui nella zona è scattato il divieto dell’uso di acqua. Succede in Texas.

Il piccolo Josiah McIntyre è morto a 6 anni in ospedale l’8 settembre dopo aver combattuto un’infezione cerebrale nota come meningoencefalite amebica primaria (PAM), causata dall’ameba microscopica Naegleria fowleri. Il bambino aveva giocato con un idrante pochi giorni prima di ammalarsi, ma a lungo non si è capito come potesse aver contratto il batterio. Ora sembra esserci una risposta, ma tra la popolazione cresce la paura. La Naegleria fowleri è un’ameba microscopica che si trova comunemente nell’acqua dolce calda e nel suolo. Continua dopo la foto







Se l’acqua contaminata entra nel corpo umano attraverso il naso può arrivare fino al cervello causando una malattia molto rara e pericolosa la meningoencefalite amebica primaria che nei soggetti che la contraggono si rivela si solito fatale. Ha un ciclo di vita molto semplice: vive generalmente come forma amebica di 20 μm circa in fanghiglie acquose: quando le condizioni ambientali diventano inospitali, per esempio a causa dell’abbassamento della temperatura, si trasforma in una cisti mononucleata che può sopravvivere a lungo in attesa di condizioni migliori. Continua dopo la foto






Nell’acqua libera, se le caratteristiche ambientali divengono sfavorevoli, per esempio a causa dell’aumento di salinità o della scarsità di nutrienti, la forma amebica si trasforma in una forma biflagellata un po’ più piccola, mononucleata e molto attiva negli spostamenti alla ricerca di habitat migliori. n alcuni casi può diventare altamente patogena per l’uomo, causando la meningoencefalite amebica primaria (PAM). Continua dopo la foto



 


Quando l’uomo utilizza raccolte d’acqua in cui siano presenti le forme biflagellate, se l’acqua giunge accidentalmente all’interno delle cavità nasali, queste forme possono penetrare attraverso la mucosa olfattiva seguendo un gradiente di temperatura a loro favorevole e risalire lungo le fibre del nervo olfattivo in cavità cranica attraverso la lamina cribrosa dell’Osso etmoide, fino ad arrivare al cervello attraverso i bulbi olfattivi.

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