“Ma hai la peste?”. La sua pelle cambia all’improvviso. E per questa 34enne non è affatto facile


Aimee Godden adesso ha 34 anni, quando ne aveva 14 ha sviluppato la psoriasi, una condizione della pelle che causa chiazze rosse e squamose, come se fossero delle ferite sempre aperte. La psoriasi le ha lasciato grandi macchie sui gomiti e dietro le ginocchia, che Aimee ha nascosto prontamente con i suoi vestiti. Ma nel 2018 è accaduto l’imprevedibile. A seguito di una rottura amorosa molto traumatica e ad una tonsillite piuttosto aggressiva, contratta da uno sbaciucchiamento la notte di Capodanno, la psoriasi è divampata nuovamente in forma aggravata.

La fashion retail manager, Aimee Godden, è rimasta sconvolta quando le macchie rosse, dapprima arginate soltanto sui gomiti e dietro le ginocchia,  hanno iniziato a comparire su tutto il viso e sul corpo. Ma non è tutto. Non basta avere una malattia cutanea così arrogante, no, in questa vita bisogna fare i conti anche con gli altri esseri umani, che raramente sono portatori di garbo e cortesie.  Aimee Godden ha persino subito abusi da parte dei clienti del negozio in cui lavora, che l’hanno immediatamente trattata come se fosse un’appestata, dicendole schiettamente che “avesse la peste”. (Continua dopo le foto)












Aimee Godden viene da Ashford, nel Kent, e trattando l’argomento della sua malattia ha detto: “Quando è apparso per la prima volta sul mio viso ero sconvolta e ho pianto ogni giorno. Mi sentivo come se avessi un aspetto orribile e pensavo ‘come lo coprirò?’. Soprattutto poiché è arrivata così violenta dopo una rottura, di conseguenza pensavo anche ‘come qualcuno mi troverà attraente?’. Se la coprissi con il trucco e poi incontrassi qualcuno, penserebbe che sono orribile una volta struccata? Al lavoro i clienti mi fissavano o dicevano che non volevano essere serviti da me. Una signora mi ha detto che ce l’avevo dappertutto e che sembrava avessi la peste, e un ragazzino mi ha gridato per strada che la mia faccia sembrava un pezzo di me**a.”. (Continua dopo le foto)



Il racconto di Aimee prosegue: “Ho pianto molto e non sapevo come avrei affrontato il problema, il mio primo istinto è stato quello di coprire le macchie, ma il risultato sarebbe sembrato solo un enorme cerone. Uscivo in dolcevita e me lo tiravo su sul mento, indossavo un cappello di lana per coprirmi la fronte e ricordo che un mio amico diceva ‘è davvero triste che tu debba nascondere la tua faccia’.” Tuttavia, dopo alcune settimane Amiee ha iniziato ad accettare la sua condizione e ha fatto un passo coraggioso. “Mi ci è voluto circa un mese per iniziare a farci i conti – poi ho deciso di condividere un’immagine online e la reazione che ho avuto è stata sorprendente. Mi hanno fatto sentire bella, la gente diceva che la mia malattia non facesse altro che rendermi unica.”.

Si toglie la vita a 14 anni. È successo dopo essere stata su facebook: “Non c’è dubbio”

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it