29enne incinta di sei mesi sbranata dal cane. La scoperta choc: Elisa muore in mezzo al bosco


Parigi, una morte tragica per la 29enne Elisa Pilarski. La giovane donna era anche incinta di sei mesi. Stava passeggiando in un bosco con uno dei cinque cani del compagno Christophe Ellul. Non si sa se sia stato Curtis ad aver aggredito improvvisamente la donna sbranandola fino a toglierle la vita. Le dinamiche del tragico incidente sono ancora in corso. La coppia viveva insieme a Saint-Pierre-Aigle, a nordest di Parigi e sarebbero diventati presto genitori.

La notizia viene riportata da Il Corriere della Sera, che rende nota la dinamica del tragico incidente. Elisa camminava nella foresta ma qualcosa stava minacciando quella passeggiata. Infatti alle 13 e 19  Christophe riceve una telefonata dalla compagna, che lo informa di essere minacciata da alcuni cani. L’uomo si precipita per portare soccorso a Elisa, ma non arriva in tempo. (Continua a leggere dopo la foto).






Raggiunto il bosco, gli vengono incontro ben due cani da caccia. Prosegue alla ricerca della compagna fin quando non si accorge di un corpo nascosto tra gli alberi. Erano le 15, quando Christophe riconosce la compagna, priva di vita e sbranata. Al suo fianco il cane Curtis. All’improvviso si ritrovano circondati da altri 30 cani da caccia. (Continua a leggere dopo la foto).






I dubbi su quali cani abbiano sbranato la giovane Elisa si acuiscono. I cacciatori del “Rallye de la passion” danno la loro versione dei fatti,  assicurando di non essere coinvolti. Infatti stando alle loro testimonianze, la battuta di caccia si sarebbe svolta solo dopo le 13 e 30. I sospetti ricadono inevitabilmente sul cane Curtis, un american staffordshire, simile al pitbull. (Continua a leggere dopo le foto).



Guillaume Demarcq, avvocato del capo della squadra di cacciatori, Sébastien van Den Berghe afferma che: 2Questa tragedia viene sfruttata dai movimenti radicali anti-caccia venuti dalla Gran Bretagna, che mi fanno temere per la sicurezza del mio cliente”. Curtis è stato rinchiuso nel canile di Beauvais, ma il legale di Christophe Ellul è riuscito a farlo trasferire: “Adesso si trova protetto, in un luogo più adeguato, una località segreta”.

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