Coronavirus, neonato morto: positivi anche i fratellini, 70 persone in isolamento


Una bruttissima notizia arriva dalla Svizzera. Un neonato è morto a causa del coronavirus nel Paese elvetico. Ad annunciare il triste evento è stato il nuovo direttore della divisione Malattie trasmissibili dell’Ufsp della Confederazione svizzera, Stefan Kuster, durante una conferenza stampa con i giornalisti. Tutti i cittadini sono letteralmente rimasti scioccati una volta appreso del decesso del piccolo, che aveva pochissimi mesi. Il neonato era originario del cantone di Argovia.

Secondo quanto fin qui trapelato, pare si sia infettato all’estero e poi sarebbe deceduto all’ospedale ‘Kinderhospital’ di Zurigo, dove era stato ricoverato vista la gravità della situazione. I suoi due fratellini, che frequentano la scuola materna ed elementare, hanno effettuato il test del tampone e sono risultati positivi al virus. Per questa ragione, altre 70 persone sono state messe precauzionalmente in quarantena perché sono state a contatto con i bimbi e rischiano quindi di essersi contagiati. (Continua dopo la foto)









In Svizzera si segnalano più di 1.600 vittime: nelle ultime ore sono morte solo due persone, tra cui il bimbo. L’emergenza sanitaria purtroppo non si è conclusa nel resto del mondo e in Italia nelle scorse ore si è diffusa una notizia che ha destato preoccupazione. Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, ha infatti detto che “Più ci si avvicina all’autunno, più si può andare incontro ad una maggiore diffusione: l’ipotesi di una seconda ondata è legata a questa caratterizzazione”. (Continua dopo la foto)






E poi ha aggiunto: “E’ un dato obiettivo, in autunno aumenta la probabilità di trasmissione: cambia il clima e rimaniamo maggiormente in ambienti confinati. Il Comitato tecnico scientifico deve mettere in campo tutti gli scenari possibili. L’autunno è la stagione in cui le infezioni delle alte vie respiratorie si diffondono, è la stagione in cui raccomanda la vaccinazione antinfluenzale. una patologia” come quella legata al coronavirus “si può maggiormente diffondere” e si può creare “confusione con altre sintomatologie di tipo respiratorio. (Continua dopo la foto)



Brusaferro ha aggiunto: “Abbiamo superato la curva di picco dell’infezione, siamo in discesa e in una fase di controllo che richiede un’attenzione particolare. Bisogna identificare precocemente i casi sospetti che vanno isolati. Sono raccomandazioni adottate a livello internazionale, che richiedono sistemi di monitoraggio e la capacità di risposta dal punto di vista sanitario.

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