Coronavirus, nuovo focolaio dopo la riapertura di un ristorante: 133 in quarantena


In Germania il Coronavirus è ancora un problema, proprio come lo è in tutti gli altri stati membri dell’UE certo, ma proprio nel paese della Merkel, dove in tendenza i contagi di coronavirus continuano ad essere sotto controllo e in calo, è successo qualcosa di anomalo. Il Koch Institut ha fatto sapere che ieri sono state 289 le nuove infezioni e 10 i decessi, per un totale rispettivamente di 178.570 contagi e 8.257 morti dall’inizio dell’inizio dell’emergenza sanitaria.

Come sappiamo bene, al momento in tutto il paese si contano 9.100 casi attivi e l’ormai celebre R-0, cioè il tasso di contagio che l’istituto fornisce ormai su base settimanale, è leggermente aumentato la scorsa settimana attestandosi a 0,94 da 0,89. A destare preoccupazione sono però alcuni nuovi focolai di infezione scoperti dopo la fine del lockdown, come quello scoppiato a Francoforte, dove 107 fedeli hanno contratto il covid-19 durante una messa in una chiesa della comunità battista. (Continua a leggere dopo la foto)









Qualcosa di simile è successo anche in Bassa Sassonia, dove la festa per la riapertura di un ristorante nella cittadina di Leer è costato il contagio a 18 persone e una nuova quarantena a 133. Quest’ultimo caso, in particolare, è finito alla ribalta nazionale e interessato anche il ministro della salute Carola Reimann (SPD): nel ristorante “Alte Scheune” infatti sembrerebbe che sia i gestori che i clienti non abbiano rispettato le norme di distanziamento sociale imposte per contenere i contagi. (Continua a leggere dopo la foto)






Incuranti di tutto, le persone si sarebbero disinvoltamente stretti le mani e baciati e i gestori del locale non avrebbero garantito la necessaria distanza tra un posto e l’altro. Per questo le autorità hanno avviato un’indagine approfondita e non è escluso che possano scattare severe sanzioni per molti commensali. (Continua a leggere dopo la foto)



 


La cosa positiva è che il tracciamento dei contatti ha poi accertato che il gruppo di partecipanti alla cena era molto più ampio di quanto inizialmente ipotizzato. Le autorità sanitarie hanno imposto la quarantena obbligatoria a 133 persone, che per i prossimi 14 giorni almeno saranno tenute a rispettare l’isolamento domiciliare. Almeno quello.

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