Un incubo lungo 47 anni. Il marito la picchiava, violentava le figlie ed è stato la causa del suicidio del figlio. Un giorno ha imbracciato il fucile e l’ha ucciso. Doveva scontare 10 anni di carcere, ma adesso arriva la notizia che tanti aspettavano


 

Era il 10 settembre 2012. Jacqueline Sauvage, dopo essere stata picchiata per l’ennesima volta dal marito, Norbert Marot, gli ha sparato alle spalle con un fucile da caccia uccidendolo. Era tornato a casa da poco, l’aveva riempita di botte e poi era andato in terrazzo a bere un bicchiere di whisky. L’ultimo della sua vita, perché Jaqueline non ce l’ha fatta più. Dopo aver esploso il colpo, ha chiamato i soccorsi e il figlio Pascal, che lavorava nella ditta di trasporti di famiglia ma senza ricevere risposta. Solo più tardi Jacqueline ha scoperto che si era impiccato dopo aver litigato col padre. Ma Jacqueline, che è stata picchiata per 47 lunghi anni, e Pascal non erano le sole vittime di quell’uomo. Nella lista anche le altre tre figlie della coppia, Sylvie, Carole e Fabienne, che invece venivano violentate. Ha commesso un omicidio la Sauvage per porre fine a quell’incubo ma non per questo non è stata condannata. Dieci anni il verdetto del giudice, ma la sua storia, a 4 anni da quel delitto, non è passata in sordina. Tutt’altro. (Continua a leggere dopo la foto)

 



Jaqueline è diventata ben presto il simbolo della lotta alla violenza sulle donne e già in primavera, il presidente francese François Hollande le aveva concesso una grazia parziale che non aveva annullato il verdetto di colpevolezza ma aveva concesso alla donna la possibilità di presentare la richiesta di liberazione che era stata sempre respinta dai giudici. E per ottenerla, si erano mobilitate per prime le figlie di Jacqueline, che avevano subito scritto al presidente Hollande per chiedere la grazia definitiva. Una mobilitazione vera e propria perché la petizione on-line per liberarla era stata firmata da più di 400 mila persone, tra cui personalità della politica, della società civile, dell’arte.

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La fine della pena era stata fissata per il 2 luglio 2018, ma poi è arrivato l’annuncio del presidente Hollande: ”Ho deciso di accordare a Jacqueline Sauvage lo sconto del residuo della sua pena. Questa grazia mette fine immediatamente alla sua detenzione”, si legge sul suo account Twitter ufficiale. In un comunicato, poi, l’Eliseo spiega che la donna ”è stata sì condannata ma è stata anche vittima di violenze per tutta la vita. È per questo che esiste il diritto alla grazia: per situazioni umane eccezionali”. Ora che potrà uscire dal carcere, per la Sauvage l’incubo è davvero finito anche se, purtroppo, sarà impossibile cancellare dalla memoria quei 47 anni drammatici.

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