“Vergogna!”. Attentato Berlino, sul web spunta una foto che sta facendo indiavolare tutti: “Ma come si può fare una cosa del genere?”. È successo proprio davanti alle telecamere…


 

Dopo Nizza, Berlino. Ancora una tragedia. Ancora un tir usato come arma per uccidere. Le vittime sono 12, tra cui, probabilmente, anche una ragazza italiana di 31 anni. Più del dolore fa male l’indifferenza. Come in questo caso. Sono passati pochi minuti dalla strage al mercatino di Natale, nel pieno centro di Berlino, a Charlottemburg, e un giornalista tedesco, in collegamento per la televisione Rtl, sta raccontando ai connazionali atterriti le prime confuse notizie sull’attentato. In quel momento non si conoscono ancora il numero delle vittime e non si sa nemmeno quanti siano gli attentatori e se abbiano in programma di colpire ancora. Dietro il giornalista però, spunta un giovane, mediorientale, che se la ride al telefonino. Il fermo immagine ha provocato indignazione sul web. Intanto le indagini non si fermano. Dagli ultimi riscontri emerge come l’autista polacco seduto accanto all’attentatore ha cercato di evitare la strage. (Continua dopo la foto)



L’uomo ha provato in tutti i modi di opporsi all’uomo che gli aveva sottratto il camion per compiere la strage, seminare la morte lunedì sera in un mercato di Natale a Berlino. Lukasz Urban, questo il nome del conducente di cui la Bild pubblica l’ultima foto, non è stato ucciso subito ma ha provato a evitare la strage scatenando una lotta nella cabina, cercando in tutti i modi di deviare la traiettoria del suo mezzo. Come accadde a Nizza, quando un uomo su una moto si affiancò all’autista per provare a fermarlo.

(continua dopo le foto)


 


 

E, citando fonti investigative, il quotidiano tedesco aggiunge che sul corpo del polacco sono state riscontrate ferite da taglio e che era ancora vivo al momento della strage. Forse è proprio grazie alla sua strenua difesa che il tir non ha proseguito la sua rotta omicida ma si è fermato a metà del mercatino. Un barlume di civiltà e speranza in questo mondo avvolto dalla barbarie.

“Questo è il mercatino più bello di Berlino”. La ricostruzione degli ultimi istanti di Fabrizia. “Vado a farmi una passeggiata”, poi più niente. Il racconto del padre, dei colleghi e degli amici