Coronavirus, Boris Johnson ricoverato in ospedale: condizioni peggiorate


Il premier britannico Boris Johnson è stato ricoverato in ospedale per una serie di esami. Il primo ministro è risultato positivo al coronavirus e mostra sintomi da 10 giorni. Una portavoce di Downing Street, si legge sul Guardina, ha reso noto che “il primo ministro, su consiglio del suo medico, è stato ricoverato in ospedale per esami. E’ un passo precauzionale, visto che il primo ministro continua a mostrare sintomi persistenti del coronavirus da 10 giorni dopo essere risultato positivo”.

“Il primo ministro -ha aggiunto- ringrazia il Servizio Sanitario per il lavoro duro svolto in maniera incredibile e esorta i cittadini a continuare a seguire le indicazioni del governo: rimanere a casa, proteggere il Servizio Sanitario e salvare vite”. Dal canto suo, Carrie Symonds, compagna del premier , ha trascorso “la passata settimana” a letto con i “principali sintomi del coronavirus”. Lo ha riferito lei stessa in un tweet, spiegando che non c’è stato bisogno di sottoporsi al test e che, “dopo sette giorni di riposo, mi sento più forte e in via di guarigione”. (Continua a leggere dopo la foto)






La Symonds è incinta e in un successivo tweet ha affermato che soffrire dei sintomi del Covid-19 durante una gravidanza è “ovviamente preoccupante”. “L’Inghilterra è stata tra le prime a trattare gli italiani da untori. Oggi il virus però viaggia e le cose sono cambiate, quindi il rovesciamento di giudizio è stato radicale. Ora sono costretti a tornare sui loro passi e seguire l’esempio italiano”. (Continua a leggere dopo la foto)






A dirlo all’Adnkronos è il giornalista Antonio Caprarica, che analizza gli sviluppi del Coronavirus alla luce della sua lunga esperienza nel Regno Unito. “Diciamoci la verità -dice Caprarica- non è che noi godiamo in giro per il mondo fama di grandi organizzatori: siamo ritenuti creativi, geniali nelle emergenze ma di solito il primo giudizio che danno su di noi è ‘gli italiani hanno ancora una volta sbagliato misure’”. (Continua a leggere dopo la foto)



 


E’ dunque drammatico “vedere come davanti al caso italiano che avrebbe dovuto essere un caso di scuola per il resto d’Europa, il resto d’Europa ha preferito mettersi il prosciutto sugli occhi e farsi trovare impreparata all’arrivo del virus”, osserva il giornalista.

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