“Se ne è andato”. Un 2016 tragico: un altro grande del nostro tempo è morto. Ha salvato migliaia di vite, e questa notizia ha colpito il mondo intero


 

È un 2016 tragico, il bilancio delle morti e soprattutto delle morti illustre è da bollettino di guerra. Ai tanti grandi che ci hanno lasciati quest’anno si aggiunge anche Henry Heimlich, il medico che ha inventato la manovra salvavita che porta il suo nome. Si è spento presso il Christ Hospital di Cincinnati all’età di 96 anni . Era ricoverato da lunedì a seguito di un forte scompenso cardiaco, dopo 5 giorni di lotta il suo cuore non ha retto. Noto in tutto il mondo per la manovra che porta il suo nome, aveva inventato questa tecnica nel 1974 quando era primario di chirurgia al  Jewish Hospital di Cincinnati. Laureato all’Università di Cornell nel 1941, si è in seguito specializzato in medicina al Cornell Medical College nel 1943.  Nell’ultimo periodo della sua vita si era dedicato alla ricerca su ricerca sull’AIDS e sui tumori. (Continua a leggere dopo la foto)



A darne l’annuncio sono stati i figli con un comunicato: “Papà era un eroe per molte persone in tutto il mondo. Ha contribuito a salvare innumerevoli vite attraverso l’innovazione nella procedura in caso di soffocamento. Non era solo un fisico e un medico ma anche un umanista e un devoto e amorevole figlio, marito, padre e nonno”. La manovra che porta il nome del dottore che l’ha inventata ha contribuito a salvare 50 mila persone solo negli Stati Uniti. La tecnica antisoffocamento di primo soccorso consente di rimuovere un’ostruzione delle vie aeree. È bene in quest’occasione ricordare cosa è invitare tutti a formarsi per imparare a farla.

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La tecnica consiste nel spingere con le mani sopra il diaframma questo consente una compressione dei polmoni che a loro volta esercitano una pressione sulla trachea che consente l’espulsione del corpo che ostruisce le vie respiratorie. La persona che pratica la manovra di Heimlich si trova in piedi dietro la vittima, la cinge con le braccia intorno ai fianchi, sotto le braccia. Una mano è piegata con il pugno chiuso e viene posizionata con la parte del pollice appiattita contro l’addome, nella zona tra lo sterno e l’ombelico. L’altra mano afferra il pugno e provoca una serie di spinte verso l’alto finché l’oggetto che ostruisce le vie aeree non viene espulso. Le spinte non devono mai comprimere o stringere la gabbia toracica. Le nuove linee guida di European Resuscitation Council prevedono che vengano alternati 5 colpi dorsali e 5 compressioni sottodiaframmatiche.

 

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