Coronavirus, il rischio della ‘seconda ondata’ e perché non va abbassata la guardia


Siamo in piena pandemia da Covid-19 e la situazione, per ora, per quanto migliorata, non è cambiata molto. Ce ne stiamo tutti a casa, le misure restrittive sono state prorogate fino al 13 aprile e nessuno sa quando ne usciremo. In tutto questo clima di incertezza, però, la cosa importante è non abbassare la guardia. Il motivo: anche se la situazione nel giro di qualche settimana migliorerà decisamente, c’è il rischio concreto di una “seconda ondata” di contagi. Ovvero un ritorno all’emergenza. Qualora abbassassimo la guardia, infatti, è probabile che ci sia una seconda ondata di contagi. Ma è anche possibile che il male del momento torni in autunno.

Tra i paesi a rischio, come si legge su Open, c’è la Cina che sembra essere uscita dall’emergenza e, pian piano, sta tornando alla normalità. Ma questa eccessiva fiducia, che spinge dunque a effettuare meno test, potrebbe non essere una buona idea. Lo scenario peggiore “potrebbe essere quello della propaganda a favore di un rilancio economico che porti a nascondere eventuali seconde ondate locali” si legge su Open. Continua a leggere dopo la foto








Comunque, per il momento, il Primo ministro cinese Li Keqiang avrebbe avvertito le amministrazioni locali e avrebbe invitato tutti a non abbassare la guardia e, soprattutto, a non nascondere nuovi casi. Il problema, ovviamente, sono anche gli asintomatici che, come riporta China.caixin.com che cita una fonte del CDC cinese, sono ancora in grado di contagiare altre persone. La questione “asintomatici” è seria eppure è stata presa sotto gamba. Gli asintomatici, infatti, non sarebbero stati conteggiati tra i positivi. Continua a leggere dopo la foto






Secondo quanto si legge sul South China Morning Post, il numero dei “portatori silenziosi” potrebbe toccare le 43.000 persone. Ma il ritorno stagionale? Quello preoccupa seriamente. Ne ha parlato Anthony Fauci, scienziato e immunologo conosciuto per il suo impegno contro l’AIDS, nonché figura di riferimento nell’amministrazione americana. Fauci è un sostenitore di misure molto più restrittive rispetto a quelle di Donald Trump. Fauci ha parlato di una possibile seconda ondata spiegando così. Continua a leggere dopo la foto



 


“Nell’emisfero australe l’epidemia sta prendendo piede ora che i vari paesi entrano nella stagione invernale. Sarà inevitabile doverci preparare a una seconda ondata qui da noi”. Ovviamente la notizia terrorizza. La cosa più importante? Non mollare. E non abbassare la guardia anche se riceveremo buone notizie. Altrimenti dovremo ricominciare tutto daccapo.

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