Choc e grande emozione in ospedale: si sveglia uno dei sopravvissuti del terribile incidente aereo che ha spazzato via la squadra brasiliana della Chapecoense


 

“Com’è andata la finale, abbiamo vinto?”. Sono queste le prime parole pronunciate da Helio Neto, uno dei tre calciatori brasiliani della Chapecoense sopravvissuti al disastro in Colombia. Il ragazzo non ricordava assolutamente nulla dell’incidente al momento del risveglio. Nella sua memoria non c’è tuttora traccia dello schianto dell’aereo su cui la squadra brasiliana viaggiava verso Medellin per la finale di Coppa Sudamericana, la prima della sua storia, contro l’Atletico National. Un partita che non si è mai giocata. La Coppa è stata assegnata simbolicamente al club brasiliano dopo la tragedia. Come riporta il Corriere della Sera, il 24enne Neto era in coma farmacologico da quando era stato recuperato tra i rottami dell’aereo precipitato una quarantina di km da Medellin tra il 28 e il 29 novembre. Domenica 11 dicembre il risveglio. Le sue condizioni restano gravi, ma il difensore riesce ora a respirare senza l’aiuto dei macchinari. Resta al momento convinto di aver giocato quella partita che non c’è mai stata. (Continua a leggere dopo la foto)







Secondo la stampa brasiliana è infatti convinto di essersi infortunato durante la partita. “Lo psicologo ci ha raccomandato di non dirgli nulla ed evitare uno choc emotivo che potrebbe danneggiare il suo recupero – spiega uno dei medici – le prossime ore saranno importanti ma registriamo progressi”. Lo schianto è già stato definito dai media sudamericani “la Superga brasiliana”, richiamando alla memoria la scomparsa del Grande Torino. (Continua a leggere dopo la foto)




 


 

Nel complesso sono morte 71 persone (tra cui i giocatori, i dirigenti e lo staff della squadra di calcio). Sei i sopravvissuti ricoverati in ospedale in Colombia. Tre sono i calciatori della Chapecoense. Oltre a Neto, il portiere Jackson Follmann che ha subito l’amputazione di una gamba ed è ora in condizioni stabili e il difensore Alan Ruschel, già tornato a camminare. Gli altri superstiti sono un giornalista e due membri dell’equipaggio.

Scavare a mani nude tra i resti dell’aereo caduto: la forza dei soccorritori

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