Coronavirus, “vaccino pronto in poche settimane”: la notizia riaccende la speranza


Come riportato su IlPost, in Israele le persone risultate positive al test del coronavirus sono state 705, tra cui un morto. In un momento molto critico, l’Italia si sta ergendo a modello mondiale per poter superare l’epidemia da coronavirus, che ormai è arrivata a coinvolgere quasi tutti i Paesi mondiali. Il governo israeliano, guidato dal primo ministro uscente Benjamin Netanyahu, sta facendo molto affidamento sui propri servizi segreti per tentare di prevenire l’epidemia nel paese. Migliaia di tamponi al giorno permette di individuare  i positivi al virus. Ma da Israele arriva anche una notizia che riaccende la speranza per tutti.

Come si legge su Il Post: “Secondo la televisione Channel 13 e il giornale Jerusalem Post, il Mossad avrebbe acquistato circa 100mila test da paesi con cui Israele non ha rapporti diplomatici: l’obiettivo del governo è comprarne diversi milioni. La notizia non è stata confermata da fonti ufficiali, ma come Wall Street Journal non è una cosa rara che il Mossad faccia accordi segreti con paesi avversari, come gli stati arabi del Golfo Persico che non riconoscono Israele”.  Inoltre si apprende che il ministro della Salute israeliano ha fatto pervenire a 400 israeliani un messaggio: “Da una ricerca epidemiologica risulta che sei stato vicino a qualcuno infettato dal coronavirus. Devi immediatamente metterti in quarantena per 14 giorni per proteggere i tuoi parenti e il resto della popolazione”. (Continua a leggere dopo la foto).







Misure restrittive che vedono Israele aggiungere qualcosa di importante anche per il nostro Paese così come per il mondo intero. Trattasi del vaccino per debellare il virus. Infatti, che a breve scatteranno i primi test sull’uomo, e dopo i tempi burocratici necessari per la produzione di massa, probabilmente si potrà dare ufficialmente notizia di un vaccino in grado di tutelare la salute dei cittadini del mondo. In corso gli studi nei laboratori di Ness Ziona, vicino a Tel Aviv, in Israele, dove i ricercatori stanno lavorando per ottenere un antidoto che risulterebbe vitale all’intero pianeta. (Continua a leggere dopo le foto).








Come riportato su Il Giornale.it, gli esperti sono intervenuti a Quarto Grado, dove hanno spiegato che l’azione di forza per debellare il virus sta procedendo secondo due binari paralleli. Uno che vede le cure sul campo da parte di medici operativi in turni che prevedono una copertura ininterrotta negli ospedali e un secondo binario, condotto in Israele dagli scienziati, parimenti impegnati notte e giorno durante gli studi condotti nei laboratori: “Abbiamo scoperto quasi per caso che il coronavirus ha una struttura molto simile a quella di un altro virus che stavamo studiando per questo possiamo dire di essere già a un buon punto. Ora abbiamo bisogno ancora di un paio di settimane per iniziare a testarlo sull’uomo e in un paio di mesi potrebbe essere già pronto”. (Continua a leggere dopo le foto).

Il quotidiano israeliano Haaretz, inoltre, annuncia che diversi ricercatori avrebbero individuato il meccanismo biologico e le qualità del virus: questo favorirebbe la produzione degli anticorpi in coloro che hanno contratto il virus. Citando sempre Il Giornale.it: “L’Istituto per la ricerca biologica si trova a Nes Tziona, nel centro di Israele, ed è stato istituito nel 1952 e inglobato nel corpo medico delle Forze di difesa israeliane. Successivamente è diventato un istituto civile, tecnicamente sotto la supervisione del primo ministro e in stretta collaborazione con il ministero della Difesa. Secondo quanto riferito dal sito informativo Ynet, portale del quotidiano Yedioth Ahronot, cinque spedizioni di campioni di virus sono arrivate in Israele dal Giappone, dall’Italia e da altri paesi tre settimane fa. Secondo fonti sanitarie e della Difesa, dall’arrivo dei campioni, è stato svolto un intenso lavoro per sviluppare il vaccino”. (Continua a leggere dopo le foto). 

Inoltre, secondo quanto riportato su Libero: “Nella peggiore delle ipotesi un vaccino potrebbe essere disponibile dopo l’estate, ovvero giusto il tempo di sperimentarlo sull’uomo e produrlo su vasta scala. Questo almeno è quello che sostengono i ricercatori cinesi ma anche quelli americani, che sarebbero già passati dai test sugli animali a quelli sull’uomo. Ancora più ottimisti gli israeliani, che hanno perfino dato un termine di tre mesi”.

Coronavirus, i nuovi orari dei supermercati da questo fine settimana

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it