Vestito da Spiderman fa visita ai bimbi malati. “Devono tornare a sorridere, ci riuscirò”


Il potere di un supereroe, per Ricky Mena, è regalare un sorriso e una cascata di abbracci. Una missione, quella che si prefigge Ricky, nelle vesti di Spiderman, ovvero quella di rendere felice il tempo dei bambini malati terminali. Ricky Mena è un ragazzo di 34 anni e ha realizzato un sogno, nel vero senso della parola. Era il 2014 quando il 34enne ha incontrato in sogno la nonna, morta pochi mesi prima. È stata la nonna a indicare la via da seguire e lui non poteva tirarsi indietro. Da allora Spiderman appare nei reparti ospedalieri, dove i bambini terminali lottano tra la vita e la morte.

“In sogno ho incontrato mia nonna, morta solo pochi mesi prima. Lei mi ha messo un braccio sulla spalla e mi ha detto che aveva qualcosa da mostrarmi. Mi ha portato verso una vecchia scuola dove veniva proiettato un film. Un uomo vestito da supereroe camminava in un ospedale e li trovava centinaia di bambini attaccati ai tubi. Portava giocattoli e scattava foto: i bambini era felici. Ho guardato mia nonna e le ho chiesto cosa avesse a che fare tutto questo con me. Mi ha guardato e mi ha detto: questo sei tu e quando ti sveglierai questo è ciò che farai”. E così è accaduto. (Continua dopo la foto).






Una volta venduta la sua Chrysler 300, Ricky ha deciso di dedicare la sua vita ai bambini malati terminali. Il suo vestito da Spiderman avrebbe rappresentato per Ricky una seconda pelle e così è accaduto. Il rifiuto da parte di molti ospedali non ha fatto desistere dalla volontà di realizzare un sogno e mettere in pratica quanto suggerito dalla nonna: “L‘ospedale mi aveva detto che non potevo fargli visita, ma la mamma del bimbo mi ha chiesto: lavori per l’ospedale o per Dio? Ho risposto: per Dio. Questo mi ha permesso di far visita al mio primo bambino nascondendo il costume nello zainetto, cambiandomi nel bagno vicino alla stanza, e correndo al suo fianco”. (Continua dopo le foto).








“Ero in crisi economica. Dormivo sul divano di un mio amico. Una notte ho sognato mia nonna che mi conduceva dentro una scuola in cui stavano proiettando una scena: un ospedale pieno di bimbi malati terminali e un uomo che portava loro tantissimi regali. Ho capito che quell’uomo ero io. Entrare negli ospedali non è stato facile, inizialmente entravo di nascosto, mi rifiutavano perché non avevo esperienza con i bambini”. Poi l’incontro con Zamora è stato decisivo. La bimba ha chiesto alla madre di realizzare un sogno ed è apparso Ricky nelle vesti di Spiderman: “Questa esperienza mi regala tante gioie, ma anche tanti dolori. Ogni volta che un sorriso si spegne, il mio potere si indebolisce”.  (Continua dopo le foto).

Non è importante sapere quanto tempo si ha a disposizione, perché ciò che conta è non perdere le occasioni per donare un sorriso. Gli abbracci di Ricky donano un momento di serenità durante le giornate dei bimbi disabili o di chi, in tenera età, si ritrova a vivere un incubo quotidiano. Ma Ricky è un supereroe dal cuore tenero e dalla testa dura. Non ha smesso un solo giorno di credere nella missione e oggi ha aperto anche una sua fondazione no-profit, la “Heart of a Hero”. Grazie alle donazioni, è possibile acquistare giocattoli e soprattutto, continuare ad aiutare: “Li aiuterò a sconfiggere il loro nemico quotidiano e invisibile, il più difficile, ogni giorno della mia vita”.

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