Decapita la suocera e lascia la testa nel lavandino: l’orrore davanti al figlio di 9 anni


Una storia terribile che arriva dall’altra parte dell’Atlantico. Protagonista Rachael Hilyard, una donna di 38 anni ritenuta colpevole di un delitto terribile consumato il 9 aprile del 2017. Secondo i giudici, Rachael Hilyard avrebbe infatti ucciso la ex suocera e avrebbe poi infierito sul suo corpo. La donna infatti, la avrebbe decapitata con dei coltelli da bistecca e ne ha lasciato la testa mozzata nel lavandino della cucina.

La vittima si chiamava Micki Davis, aveva 63 anni. La storia, che il 7 febbraio ha ascoltato la sua sentenza di primo grado, parte come detto nel 2017 quando la Devis si era recata a casa dell’assassina per recuperare oggetti appartenenti al figlio, che aveva troncato la sua relazione con Rachael Hilyard, portando con sé il suo nipotino di 9 anni. Quando le due hanno cominciato a litigare, il piccolo è fuggito a chiedere aiuto, ma non è bastato. Continua dopo la foto








Rachael Hilyard ha preso un coltello da bistecca e ha colpito l’ex suocera al culmine di una discussione. Essendosi spezzata la lama del fendente, ne ha preso un altro e ha “finito ciò che aveva cominciato”. Arrivati i soccorsi, hanno trovato il corpo dell’anziana nel garage della casa dell’assassina e la testa nel lavandino della cucina, mentre la donna si era nascosta nel bagno prima di essere arrestata. Continua dopo la foto






L’avvocato difensore della donna, Quentin Pittman, ha riconosciuto che la sua cliente ha ucciso effettivamente Davis, ma ha sottolineato che non era un atto premeditato, il che è necessario per una condanna per omicidio di primo grado. “Pensava che fosse morta quando l’ha decapitata. Quindi siamo in presenza di cattive decisioni dalle tanto orribili conseguenze”, ha aggiunto. Continua dopo la foto



 


Rachael Hilyard, infatti, aveva detto in aula che aveva tagliato la testa della madre del suo ex perché pensava fosse morta già dopo il primo colpo e che in questo modo ne avrebbe liberato l’anima dal corpo: “Stavamo discutendo su un dipinto nel garage. Poi ho dato di matto e la situazione è precipitata”, ha raccontato. Ma le sue dichiarazioni sono state smentite dal nipote della vittima, che ha invece ricordato che la nonna era stata picchiata e aggredita improvvisamente da quella che sarebbe diventata la sua aguzzina. La sentenza è fissata per il prossimo 27 marzo.

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