Coronavirus, scoperti contagi anche tra chi non è mai stato in Cina


Alla fine il dato che tanto temevamo è arrivato: salito a 1.016 l’ultimo bilancio delle vittime causate dall’epidemia di nuovo coronavirus in Cina. Ne hanno dato notizie le autorità sanitarie di Pechino, dopo che ieri sono morte oltre 100 persone, un numero maggiore rispetto al giorno precedente, quando si erano contate 97 vittime. La commissione sanitaria nazionale ha specificato che 103 delle ultime 108 vittime sono state registrate nella provincia di Hubei, focolaio del virus.

I contagi invece incrementano fino a 37.626 i contagi. “Con il 99% dei casi di coronavirus Cina, questa è ancora una emergenza per quel Paese ma rappresenta una grave minaccia per il resto del mondo”, ha spiegato il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, aprendo oggi a Ginevra il forum globale di ricerca e innovazione per mobilitare azioni internazionali in risposta al nuovo coronavirus (2019-nCoV). (Continua a leggere dopo la foto)








Si tratta di un evento che vede riuniti 400 tra i maggiori esperti mondiali. “E’ difficile credere che solo due mesi fa il coronavirus ci fosse completamente sconosciuto e oggi è arrivato a catturare l’attenzione dei media, dei mercati finanziari e dei leader politici”. (Continua a leggere dopo la foto)






Alla fine il succo è che per sconfiggere l’epidemia di coronavirus “abbiamo bisogno di una condivisione aperta ed equa”, ha aggiunto il direttore generale ricordando l’importanza di aver sequenziato e condiviso a livello globale il genoma del virus. Intanto un caso di nuovo coronavirus è stato registrato nella contea di San Diego, in California, portando a 13 i contagi in tutti gli Stati Uniti. (Continua a leggere dopo la foto)



 


A dirlo sono gli organi di stampa americani, secondo cui l’ultimo caso riguarda una persona evacuata nei giorni scorsi da Wuhan, epicentro del focolaio, e in quarantena per un periodo di 14 giorni nella base dei Marines a Miramar. Il paziente al momento sta bene e presenta sono minimi sintomi dell’infezione. Gli altri 12 casi di contagio negli Stati Uniti sono stati registrati per la maggior parte in California e poi in Arizona, Illinois, Massachusetts e nello stato di Washington.

Ciò che succede a livello globale è sintetizzato, ai più alti livelli, da Tedros Adhanom Ghebreyesus, numero uno dell’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità. E cioè che “ci sono stati inquietanti casi di diffusione 2019nCoV da persone senza una storia di viaggio in Cina”, ha sottolineato , in un post su twitter. “L’individuazione di un piccolo numero di casi può indicare una trasmissione più generalizzata in altri paesi. È possibile che stiamo vedendo solo la punta dell’iceberg”. E i numeri confermano le parole del responsabile Oms: alla data dell’11 febbraio, oltre 350 sono i casi di contagio fuori dalla Cina continentale. Di qui alla possibilità, aggiunge Ghebreyesus, che tutti i paesi, quindi non solo la Cina, di “prepararsi al possibile arrivo del virus” perché se “la diffusione del virus fuori della Cina per adesso sembra essere lenta, potrebbe accelerare”.

Ti potrebbe anche interessare: Asia, eroina a 16 anni: pratica il massaggio cardiaco a una donna e le salva la vita

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a redazione@caffeinamagazine.it