Coronavirus, contagia anche senza sintomi. Misura di precauzione a Roma e Milano


Si aggrava il bilancio delle vittime di coronavirus in Cina. Secondo gli ultimi dati, i morti sono 80, i casi confermati 2.744, la maggior parte a Wuhan e nello Hubei che circonda la città, inclusi 10 tra Hong Kong, Macao e Taiwan (che i cinesi considerano provincia). Trecento sono in condizioni molto serie. Sono soprattutto maschi, anziani e già debilitati da altre patologie. Ma la notizia che sta davvero allarmando il mondo intero è che si può essere contagiosi prima di sviluppare i sintomi come tosse, febbre, starnuti. È questo il nuovo avvertimento dal fronte.

“La capacità di diffusione si sta rafforzando. Il periodo di incubazione può variare da uno a 14 giorni. Questo coronavirus si trasmette anche durante l’incubazione, diversamente da quello della Sars. Le conoscenze che abbiamo al momento sono limitate”. Queste sono le frasi del signor Ma Xiaowe, ministro della Commissione sanitaria nazionale di Pechino, che ha parlato alla stampa cinese e straniera. Nel frattempo il mondo non sa bene come comportarsi di fronte a queste notizie: se da una parte c’è chi allarma le popolazioni del rischio pandemia, dall’altra c’è chi invece minimizza. Continua a leggere dopo la foto









Non solo: dove qualcuno parla bene delle ingenti misure messe in atto da Pechino, vale a dire quarantena e costruzione di un ospedale ad-hoc in soli 10 giorni; c’è qualcun altro che dice che quelle ruspe servono soltanto a preparare fosse comuni. Continua a leggere dopo la foto






Insomma, quella sottile linea che divide notizia catastrofica e fake news potrebbe essere stata scavalcata, sia in un verso che nell’altro. In Italia tuttavia, le comunità cinesi, hanno annullato le celebrazioni del Capodanno lunare previste per il 2 febbraio nelle città di Milano e Roma. Continua a leggere dopo la foto



 


Hanno seguito Pechino, che sabato ha spento fuochi artificiali e raduni intorno ai templi e chiuso la Città Proibita, per evitare il rischio di contagi tra la folla. “C’è gente che sta male e non è il caso di festeggiare”, ha detto la portavoce della comunità cinese Lucia King. Quanto durerà ancora tutto ciò? Nessuno ne ha la più pallida idea.

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